Ascolta la versione audio dell’articoloUna delle prime sconcertanti immagini della mostra Theatre Picasso a Tate Modern è un filmato del 1937, firmato Man Ray, che mostra l’artista spagnolo che fuma travestito da Carmen. In un’altra foto scattata trent’anni dopo è a torso nudo, con una grande testa di minotauro sulle spalle. Picasso in un certo senso ha sempre recitato, costruendo con abilità il personaggio dell’artista creativo, imprevedibile, celebre e onnipresente eppure misterioso.Le sue origini spagnole, il suo amore per il teatro, il circo e la danza, in particolare il flamenco, sono state una costante in una traiettoria artistica sempre mutevole. Il geniale cleptomane ha saputo prendere a prestito elementi di tutte le arti e di tante culture per intepretarle, utilizzarle e, fagocitandole, farle sue. Per questo la Tate ha realizzato la più scenografica delle mostre, che ci porta da un ingresso buio attraverso un labirintico percorso dietro le quinte fino alla platea, dalla quale possiamo guardare in alto al palcoscenico, dove invece di attori e attrici vediamo i quadri di Picasso e un filmato di lui che disegna e dipinge apposta per la telecamera.Loading…Picasso tra circo e teatroPhotogallery10 fotoVisualizzaLa vasta opera dell’artistaIl percorso della mostra volutamente non segue un ordine cronologico, ma esplora diversi temi della vasta opera di Picasso. Come la sua ossessione per le donne, le modelle e compagne di vita incessantemente ritratte ma anche sviscerate, rivoltate, contorte, sezionate, scomposte e poi ricomposte nel tentativo di capirle (o forse di soggiogarle). O il suo interesse per la violenza, dal brutale spettacolo della corrida alla tragedia della guerra. E naturalmente l’amore per la danza, con la sua collaborazione con la compagnia Ballet Russes, e il teatro e in particolare la commedia dell’arte e il personaggio tragicomico di Pulcinella.Il pièce de résistance della mostra è I Tre Ballerini, uno straordinario quadro dipinto un secolo fa che riesce a esprimere la gioia estatica della danza e al tempo stesso allude alla tragedia. Picasso all’epoca era in lutto per la morte dell’amico Ramón Pichot.L’acrobata, del 1930, mostra una figura umana piegata in una contorsione impossibile, ridotta all’essenziale in bianco e nero. In un certo senso il quadro può essere considerato un autoritratto: l’acrobata sperimenta in continuazione e spinge il suo corpo agli estremi limiti, così come Picasso ha sempre continuato a infrangere tabù e a cercare nuove forme di espressione artistica.


