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Home Politica

Crosetto: ‘Sull’utilizzo delle basi Usa in Italia valgono i trattati’

di Redazione Corriere Politico
04/03/2026
in Politica, Primo Piano
Crosetto: ‘Sull’utilizzo delle basi Usa in Italia valgono i trattati’

“Su Muos e Sigonella ed altro sono pronto a rispondervi ma vorrei ricordarvi cosa vi ho già detto in Parlamento: l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. Come si può facilmente notare, quindi, tali cornici giuridiche regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l’esigenza di modificarle”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un tweet di risposta al profilo M5s, in merito all’utilizzo delle basi in Italia da parte delle forze militari Usa.

Dispositivi anti droni e, se sarà possibile, il potente sistema di difesa terra-aria Samp-T per il Kuwait o gli Emirati Arabi. L’Italia si prepara a fare la propria parte in supporto ai territori del Medioriente diventati bersaglio dei missili iraniani. “Tutti i Paesi del Golfo ci hanno chiesto aiuto in questo momento”, spiega il ministro della Difesa Guido Crosetto, annunciando un pacchetto che potrebbe arrivare con “un decreto legge o nel modo più veloce possibile”.
Ma non c’è certezza sui tempi. La prima data utile in agenda potrebbe essere il Cdm di venerdì prossimo, ma per il momento questa ipotesi resta lontana se non esclusa. In ogni caso le modalità dovrebbero essere le stesse che hanno portato in tempi rapidi al pacchetto di aiuti per l’Ucraina poco dopo l’invasione russa, quattro anni fa: la delibera di uno ‘stato di emergenza per intervento all’estero in conseguenza del grave contesto emergenziale in atto nei territori del Golfo’ porrebbe quindi le basi per l’avvio del provvedimento, che dovrebbe poi superare l’esame delle Aule.
È anche il vicepremier Matteo Salvini ad annunciare che “il presidente del Consiglio Giorgia Meloni andrà in Parlamento” per affrontare la questione della crisi in Medioriente. Ma è proprio dalla Lega che arrivano i primi avvertimenti: “Ci sono accordi internazionali da rispettare, come la Nato. Dall’altra parte penso che il nostro aiuto dovrebbe essere orientato verso il supporto che abbiamo dato all’Ucraina, cioè di tipo logistico e senza mandare soldati”. Al momento negli ambienti di governo si parla di “assetti” e l’intenzione è di muoversi in coordinamento con i Paesi Ue per questo tipo di sostegno. L’altro tema delicato è l’eventuale concessione di basi italiane su richiesta americana per azioni offensive nei confronti dell’Iran. Questo aspetto diventa ancora più critico alla luce delle recenti minacce di Teheran, secondo cui “azioni difensive da Paesi europei sarebbero considerate un atto di guerra”.
Su questo, Crosetto prende tempo: l’utilizzo delle nostre basi da parte degli Usa “è una decisione del governo. Quando ce lo chiederanno, risponderemo”. Intanto si sta già ragionando sulle forniture. Tra i primi a chiedere supporto all’Italia sono stati gli Emirati Arabi e nelle ultime ore anche il Kuwait. Roma ha a disposizione i radar e una serie di strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare. Potrebbero risultare utili anche assetti navali e aerei spia. Il tutto considerando che le capacità italiane sono già fortemente impegnate rispetto alle esigenze europee sul fianco Est, per il sostegno assicurato all’Ucraina. Il mezzo di difesa più potente – che farebbe la differenza sul peso della bilancia dei nostri aiuti – è sicuramente il Samp T: il sistema terra-aria che intercetta e poi neutralizza con i missili le minacce provenienti dal cielo, già fornito in due esemplari a Kiev (uno però è stato distrutto dalle truppe di Mosca), è assemblato in collaborazione con la Francia e la produzione dei suoi componenti richiede tempi lunghi. L’Italia dovrebbe averne attualmente a disposizione altri quattro: uno è in Estonia e resterebbe a in Europa orientale per garantire la sicurezza dell’area, altri due sono a Sabaudia a difesa del nostro Paese e un terzo è a Mantova.

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