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Btp in asta a marzo 2026, il Mef offre titoli a 3, 7 e 15 anni: i tassi

di Redazione Corriere Politico
10/03/2026
in Economia Italiana
Btp in asta a marzo 2026, il Mef offre titoli a 3, 7 e 15 anni: i tassi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze torna sul mercato con una nuova tornata di emissioni di titoli di Stato a medio e lungo termine.
Il Mef ha annunciato l’asta di tre tranche di Btp con scadenze a 3, 7 e 15 anni, in calendario tra l’11 e il 16 marzo 2026. L’operazione punta a raccogliere complessivamente tra 4,75 e 6 miliardi di euro. Il Governo Meloni, quindi, conferma la sua strategia di finanziamento del debito pubblico attraverso l’emissione di titoli.

Btp, la nuova emissione
Come di consueto, il meccanismo di collocamento utilizzato sarà quello dell’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo diaggiudicazione e della quantità emessa all’interno dei predetti intervalli di emissione. E come di consueto l’importo minimo sottoscrivibile è di mille euro, a riprova che l’emissione ammicca soprattutto alle famiglie e ai piccoli risparmiatori.
In tempi in cui la guerra in Iran, e il parziale blocco dello Stretto di Hormuz, hanno terremotato il mercato azionario globale, orientarsi sui Buoni del Tesoro Poliennali può aiutare i piccoli risparmiatori a gestire le nuove complessità del mondo.
Btp 3 anni
Il Btp 3 anni è il titolo più breve dell’asta. Offre una cedola più bassa (2,40%) ma espone meno alle oscillazioni dei tassi di interesse. In genere è preferito dagli investitori più prudenti o da chi vuole immobilizzare il capitale per poco tempo. L’importo offerto va da un minimo di minimo 1,75 miliardi a un massimo di 2 miliardi. Di seguito le info fondamentali:

tipo – Btp 3 anni;
Isin – IT0005689960;
tranche – 5ª;
data emissione – 15 gennaio 2026;
scadenza – 15 marzo 2029;
durata residua: circa 3 anni;
cedola annuale – 2,40%;
pagamento cedola – 15 settembre 2026 (prima cedola);
dietimi – 1 giorno;
commissione collocamento – 0,10%;
asta supplementare – fino al 20% dell’importo assegnato (massimo 400 milioni di euro).

Btp 7 anni
Il Btp 7 anni è il titolo intermedio della gamma. La cedola più alta (3,15%) riflette una durata maggiore e quindi un rischio di mercato leggermente superiore rispetto al fratello a 3 anni. Rappresenta il giusto compromesso tra rendimento e orizzonte temporale. L’importo offerto va da un minimo di 2 miliardi di euro a un massimo di 2,5 miliardi. Di seguito le info fondamentali:

tipo – Btp 7 anni;
Isin – IT0005689994;
tranche – 4ª;
data emissione – 15 gennaio 2026;
scadenza – 15 marzo 2033;
durata residua – circa 7 anni;
cedola annuale – 3,15%;
pagamento cedola – 15 settembre 2026;
dietimi – 1 giorno;
commissione collocamento – 0,15%;
asta supplementare – fino al 20% (massimo 500 milioni di euro).

Btp 15 anni
Il Btp a 15 anni è il titolo più lungo tra quelli offerti. Garantisce la cedola più elevata (3,25%) ma lega il capitale per un periodo molto più lungo. È utilizzato soprattutto da investitori istituzionali o da chi punta a rendimenti più stabili nel lungo periodo. L’importo offerto va da un minimo di 1 miliardo a un massimo di 1,5 miliardi di euro. Qui sotto le informazioni fondamentali:

tipo – Btp 15 anni;
Isin – IT0005496770;
tranche – 17ª;
data emissione – 1 marzo 2022;
scadenza – 1 marzo 2038;
durata residua – circa 12 anni;
cedola annuale – 3,25%;
pagamento cedola – 1 settembre 2026;
dietimi – 15 giorni;
commissione collocamento – 0,20%;
asta supplementare – fino al 20% (massimo 300 milioni di euro).

Il titolo include almeno una tranche emessa per operazioni di Repo, cioè utilizzata come garanzia nelle operazioni di prestito tra operatori finanziari.
Come comprare Btp
Per comprare questi Btp si passa attraverso una banca, le Poste o un intermediario finanziario. Prima di tutto serve un conto corrente (o un libretto postale) collegato a un deposito titoli. Poi, tramite il proprio intermediario (allo sportello fisico o tramite home banking) si procede alla prenotazione. L’asta vera e propria non è aperta ai risparmiatori, ma solo agli intermediari autorizzati. Dopo l’asta il Tesoro decide prezzo e rendimento finale, che vengono pubblicati un comunicato ufficiale. L’investitore accetta automaticamente il prezzo risultante dall’asta. Chi si perde la fase di emissione (magari perché è arrivato in ritardo o perché la propria banca non è abilitata all’asta) può comunque comprare Btp sul mercato secondario, ma il prezzo può essere diverso da quello iniziale.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.

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