(di Mauretta Capuano)
Si aprirà il 20 marzo ‘Libri come
2026’, la festa del Libro e della Lettura con parola chiave
Democrazia che oggi più che mai ha bisogno di essere difesa. La
diciassettesima edizione parte con un alto riconoscimento, la
Medaglia del presidente della Repubblica conferita alla Festa
del Libro e della Lettura e alla Fondazione Musica per Roma per
“l’alto valore culturale riconosciuto alla rassegna”.
“Questo riconoscimento assume un significato particolarmente
importante anche in relazione al tema di questa edizione,
dedicata alla Democrazia: i libri e il dialogo delle idee
rappresentano infatti uno degli strumenti più preziosi per
alimentare il pensiero critico, la partecipazione e la vita
democratica” ha detto l’amministratore delegato della Fondazione
Musica per Roma, Raffaele Ranucci, annunciando la Medaglia.
“Penso che un festival, una festa, i libri, la letteratura ci
aiutino a disertare la logica del nemico. È davvero importante
l’occasione di ritrovarci e discutere e dare valore in maniera
ostinata e ambiziosa alla parola democrazia” ha sottolineato
l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano
Smeriglio. “Prendendo spunto anche dall’esortazione del
Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: ‘la democrazia è
più forte di tutto. E ai giovani dico non rassegnatevi, Libri
Come ha costruito un programma di lezioni, dialoghi,
presentazioni, reading, mostre in cui si celebra il valore della
Democrazia, ora che è minacciata da vecchi e nuovi nemici” hanno
spiegato i tre curatori del festival, Rosa Polacco, Michele De
Mieri e Marino Sinibaldi. “Secondo un sondaggio del Censis per
oltre il 30% degli italiani l’autocrazia è la forma di governo
più adatta a questi tempi” ha ricordato Polacco.
Ad aprire i tre giorni di incontri, lezioni, tavole rotonde,
reading, fino al 22 marzo, all’Auditorium Parco della Musica
Ennio Morricone di Roma, sarà la riedizione, a quasi 70 anni
dall’uscita, del libro di Giovanni Sartori, ‘Democrazia e
definizioni’ che vedrà gli interventi di Giuliano Amato e Luca
Verzichelli. Anche l’evento che chiuderà il festival sarà
dedicato alla Democrazia con Antonio Scurati e i poeti Franco
Buffoni, Maria Grazia Calandrone e Valerio Magrelli.
Grande come sempre l’attenzione agli autori stranieri,
“scrittori non ancora celebri o non ancora celebrati” come è
accaduto con Olga Tokarczuk che Libri Come ha fatto scoprire
prima del Nobel alla Letteratura 2018 o con László Krasznahorkai
anche lui Premio Nobel nel 2025, ha ricordato De Mieri. A Libri
Come è atteso lo scrittore americano di origine etiope,
presidente del Pen America, Dinaw Mengestu che afferma in un
video intervento mostrato oggi: “Che cosa succederà alla
democrazia? Ecco, penso che oggi come oggi vediamo dei partiti
che hanno preso il controllo del nostro governo e che
prossimamente faranno sì che la nostra democrazia venga ridotta
o limitata, e per giunta, spesso le persone per cui votiamo non
dicono chiaramente che intenzioni hanno”.
Ci saranno Tahar Ben Jelloun, David Quammen, il politologo
tedesco americano Yascha Mounk, la scrittrice e commentatrice
politica turca Ece Temelkuram, la statunitense Anne Applebaum,
lo storico britannico Mark Sedgwick, la scrittrice argentina
Samantha Schweblin, la polacca Johanna Bator, la francese Marie
Darrieussecq, gli inglesi Edward St. Aubyn e Phoebe Greenwood,
la spagnola Clara Uson e lo statunitense Chris Pavone che
interverrà sulla crisi del modello americano. Il direttore del
Corriere della Sera, Luciano Fontana, parlerà di Democrazia e
giornali per i 150 anni del quotidiano di via Solferino. Tanti
gli autori italiani tra cui Niccolò Ammaniti con ‘Il custode’
(Einaudi), Maurizio De Giovanni con ‘Figli. Per i bastardi di
Pizzofalcone’ (Einaudi), Bruno Arpaia con ‘Il mondo senza
inverno’ (Guanda), Stefania Auci con L’alba dei leoni (Nord). E
ancora: Zerocalcare, Daria Bignardi, Ermanno Cavazzoni,
Leonardo Colombati, Mauro Covacich, Giuseppe Culicchia,
Antonella Lattanzi, Stefano Massini, Aurelio Picca, Anna Foa,
Cecilia Sala, Paolo Giordano.
Per la prima volta sarà presentata, nella mostra che viene
allestita ogni anno, un’opera pensata appositamente per Libri
Come: Goldmine, un’installazione e un murale della street artist
Alice Pasquini che ha creato un cortocircuito visivo. “Un
ammasso di rifiuti ricoperto d’oro che diventa improvvisamente
seducente” ha spiegato l’artista.
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