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Da Auci ad Ammaniti, a Roma torna ‘Libri Come’ nel segno della ‘Democrazia’

di Redazione Corriere Politico
12/03/2026
in Cultura
Da Auci ad Ammaniti, a Roma torna ‘Libri Come’ nel segno della ‘Democrazia’

Incontri, dialoghi tra scrittori, lezioni, tavole rotonde, reading e conversazioni interdisciplinari. Un programma – curato da Michele De Mieri, Rosa Polacco e Marino Sinibaldi- ricco e vario nel segno della ‘Democrazia’, il tema scelto per quest’anno. A Roma, all’Auditorium Parco della Musica, torna dal 20 al 22 marzo ‘Libri Come. Festa del libro e della lettura’, la rassegna dedicata ai libri prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, arrivata alla XVII edizione. Da Niccolò Ammaniti a Bruno Arpaia, da Stefania Auci a Daria Bignardi e Giordano Bruno Guerri, passando per Ermanno Cavazzoni, Mauro Covacich, Giuseppe Culicchia e Maurizio de Giovanni, sono tanti gli scrittori che animeranno la manifestazione che – come ha annunciato oggi Raffaele Ranucci, ad della Fondazione Musica per Roma, durante la presentazione del programma – ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Siamo lieti di annunciare che ‘Libri Come – Festa del Libro e della Lettura’ e la Fondazione Musica per Roma – ha scandito infatti l’ad Ranucci – hanno ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, un riconoscimento presidenziale conferito per l’alto valore culturale riconosciuto alla rassegna. Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti di questa manifestazione – ha proseguito – che da anni si impegna a promuovere il libro, la lettura e il confronto pubblico tra autori, studiosi, studenti e lettori. Questo riconoscimento assume un significato particolarmente importante anche in relazione al tema di questa edizione, dedicata alla democrazia: i libri e il dialogo delle idee rappresentano infatti uno degli strumenti più preziosi per alimentare il pensiero critico, la partecipazione e la vita democratica. Accogliamo questa medaglia con grande gratitudine, come un incoraggiamento a proseguire nel lavoro di costruzione di uno spazio aperto di incontro e di scambio culturale”.

A Roma non arriveranno, però, soltanto autori italiani. Il gruppo degli scrittori stranieri è composto, tra gli altri, da Dinaw Mengestu, dalla scrittrice argentina Samantha Schweblin, dalla scrittrice polacca Johanna Bator, dalla francese Marie Darrieussecq, dalla spagnola Clara Úson (Le belve), dal tedesco Steffan Kopetzky (Sacrificio di regina), dagli inglesi Edward St. Aubyn, e Phoebe Greenwood, dallo statunitense Chris Pavone e dalla scrittrice turca Aysegul Savas. Accanto a loro, una selezione di autori e critici italiani: Sandro Veronesi, Paolo Giordano, Concita De Gregorio, Rosella Postorino, Giancarlo De Cataldo e Claudia Durastanti, tra gli altri.

Filo conduttore dell’edizione 2026 sarà, dunque, il tema ‘Democrazia’. Un argomento intorno al quale ruoteranno molti appuntamenti a cominciare dall’evento inaugurale: il 20 marzo, alle 18 nella Sala Risonanze dell’Auditorium, si terrà la presentazione del libro di Giovanni Sartori, ‘Democrazia e definizioni’, che vedrà intervenire Giuliano Amato e Luca Verzichelli che si confronteranno sulla riedizione a quasi 70 anni dall’uscita di un classico della scienza politica.

E ancora, al tema ‘Democrazia’, saranno dedicate la lezione di Massimo Recalcati, ‘Democrazia e scuola’ e quella di Roberto Saviano ‘Democrazia e criminalità’. Di ‘Democrazia e scienza’ tratterà l’intervento di David Quammen, intervistato da Marco Motta. Non basta: di ‘Democrazia tra Israele e mondo arabo’ parlerà Tahar Ben Jelloun, intervistato da Paola Caridi. Al tema farà riferimento anche il dialogo tra il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, e Marino Sinibaldi, ‘Democrazia e giornali’, in occasione dei 150 anni del quotidiano di via Solferino, in programma sabato 21 marzo alle 17. E sempre alla ‘Democrazia’ è dedicato anche l’evento conclusivo di domenica 22 alle 20. A parlare della parola guida della XVII edizione di Libri Come, insieme con Marino Sinibaldi, ci saranno Antonio Scurati, i poeti Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Valerio Magrelli. “La medaglia del Presidente della Repubblica – ha osservato Marino Sinibaldi – è un riconoscimento molto importante che arriva in un anno in cui ‘democrazia’ è una parola impegnativa”, che rappresenta come quelle degli anni passati (tra cui Felicità, Pace e Libertà) “la cornice nella quale pensiamo di inserire gli incontri. La democrazia è un valore minacciato dall’esterno, dalle guerre, ed eroso dall’interno, dal disimpegno e dalla sfiducia. Il mondo della cultura e del libro resiste con una sua idea di comunicazione, di convivenza, di condivisione e di pluralità che è difficile difendere altrove. Lo spazio della lettura è lo spazio del confronto con il diverso”.

Ad arricchire il programma ci sarà anche una mostra: quest’anno, per la prima volta, verrà presentata un’opera pensata appositamente per Libri Come. La street artist Alice Pasquini ha elaborato il significato di questa edizione dedicata traducendolo in un’installazione e in un murale che dialogheranno con il pubblico e con gli incontri del festival: ‘Goldmine’ nasce da una riflessione che intreccia il lavoro di Pasquini alla parola scelta per quest’anno. “Il tema – ha affermato l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale – prende sul serio quello che sta accadendo nel mondo. Siamo in un passaggio in cui l’inutilità, il superamento della democrazia liberale è conclamata, è teorizzata. Non avviene in circoli estremisti, elitari. E’ una cosa che tiene insieme un pensiero forte, egemonico, che viene in particolare da quello che sta accadendo negli Stati Uniti e che si riverbera in tutto il mondo, anche in Europa”.

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