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Home Cultura

Harry Styles e l’arte di correre

di Redazione Corriere Politico
12/03/2026
in Cultura

Ascolta la versione audio dell’articoloSted Sarandos ha chiuso la maratona di Berlino sotto le tre ore. Un tempo notevole. Tatuaggi, abbigliamento total black e pettorina numero 31261: a fine settembre del 2025 tutti parlavano di lui, soprattutto perché dietro quel tentativo di passare inosservato c’era Harry Styles. Non era andata meglio quattro mesi prima quando, mentre il fumo bianco saliva dal comignolo della Cappella Sistina, tra la folla accorsa a via della Conciliazione, il cantante si faceva spazio incuriosito dietro a un paio di occhiali da sole e un cappellino da baseball con la scritta “Techno Is My Boyfriend”. Da quasi due anni Styles girava per Roma ma è nella capitale tedesca che è stato registrato “Kiss All the Time. Disco, Occasionally”, il quarto album solista di un artista che ha trentadue anni ma che recita il ruolo della pop star da quando ne aveva sedici.Il tempo perduto e quello ritrovatoHarry Styles si era fermato dopo i quasi duecento concerti di un tour iniziato nel 2021 che abbracciava sia “Fine Line” (2019) sia “Harry’s House” (2022), conclusosi nel luglio 2023, mese in cui compiva trent’anni. Non l’aveva fatto praticamente mai con la macchina One Direction, che aveva sfornato cinque album in quarantotto mesi. L’ultima occasione di ritrovare i suoi vecchi compagni è stata però tutt’altro che piacevole, era il 20 novembre 2024 per il funerale di Liam Payne, caduto dal balcone di un hotel di Buenos Aires il 16 ottobre 2024, una perdita che Styles ha descritto come «davvero difficile da elaborare». Così, è arrivata prima Roma, dove ha imparato a sedersi a bere un caffè senza l’ansia di produrre qualcosa a tutti i costi e, soprattutto, Berlino, in cui un concerto dei Radiohead in mezzo alla folla gli ha fatto capire, nelle sue stesse parole, «cosa volesse dire salire su un palco».Loading…Una varietà sonora che sopperisce a testi non incisiviProdotto da Kid Harpoon e registrato allo studio berlinese Hansa e quello londinese Rak, il nuovo album di Harry Styles è ricco di collaborazioni e si apre con l’eco degli Lcd Soundystem in “Aperture”: lungo, luminoso e corale, come la recente esibizione ai Brit Award ha sottolineato. Il brano iniziale mette anche subito in luce la pecca maggiore del disco, i testi poco incisivi. Lo confermano “American Girls”, con un basso profondo che lotta con una sequenza di accordi di pianoforte sullo sfondo, e “Ready, Steady, Go!” che riporta in auge l’indie dance dei primi Duemila. In “Are You Listening Yet?” il protagonista assoluto è il percussionista Tom Skinner – Styles l’ha visto in azione con gli Smile a Roma nel giugno 2024 – mentre gli anni Ottanta tornano prepotenti nelle atmosfere di “Taste Back”. Reminiscenze dei primi Gorillaz filtrano da “The Waiting Game”, più interessante è l’ipnotica “Season 2 Weight Loss”. Se “Pain by Numbers” risuona beatlesiana nella produzione e nella melodia, “Dance No More” fa il verso agli Chic. Chiude “Carla’s Song”, nata da una serata in cui il cantante ha fatto ascoltare “Bridge Over Troubled Water” a un’amica che non l’aveva mai sentita prima. “Kiss All the Time. Disco, Occasionally” non è quell’album che alcuni definiscono un capolavoro, ma Harry Styles si mette in gioco lasciandosi sedurre dall’idea di poter affrontare il pop in maniera più libera. Non lo stravolge come la coetanea Rosalía, che tempo fa sfoggiava lo stesso cappellino “Techno Is My Boyfriend”, ma a furia di correre Sted Sarandos potrebbe prenderci gusto.

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