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Mps, cresce attesa per indicazione Glass Lewis: focus fondi su stabilità governance

di Redazione Corriere Politico
01/04/2026
in Finanza
Mps, cresce attesa per indicazione Glass Lewis: focus fondi su stabilità governance

La battaglia per Rocca Salimbeni entra nel vivo e a contare sono più i silenzi che le dichiarazioni ufficiali. In vista dell’assemblea del 15 aprile di Monte dei Paschi di Siena, il vero ago della bilancia – secondo una ricostruzione fatta all’AdnKronos da fonti qualificate – sembra essere il silenzio della Banca Centrale Europea. Un silenzio che, lungi dall’essere neutrale, finisce per rafforzare lo scenario più lineare: la vittoria della lista del Cda e la nomina di Fabrizio Palermo ad amministratore delegato. Il primo segnale è arrivato dai proxy advisor. Institutional Shareholder Services ha già raccomandato il voto a favore della lista principale, e l’attesa ora è tutta per Glass Lewis che, secondo quanto risulta all’agenzia di stampa, dovrebbe esprimersi entro la fine della settimana.

Tra alcuni operatori contattati – nessuno ha la sfera di cristallo – prevale l’idea che, sebbene sia un proxy ostico, difficilmente si discosterà in modo significativo da Iss: la priorità dei fondi istituzionali resta la stabilità della governance, soprattutto in un passaggio delicato come questo. Un eventuale via libera — anche solo parziale e modulato — da parte di entrambi i proxy consoliderebbe ulteriormente la posizione del Cda uscente. Anche perché il fronte alternativo appare frammentato e, finora, non ha prodotto argomentazioni tali da giustificare un cambio di rotta agli occhi degli investitori internazionali. In assemblea, quando si tratta di ribaltare gli equilibri, l’onere della prova pesa sempre sui dissidenti (verbum proxy Iss). In questo quadro, a quanto apprende AdnKronos, l’unica vera incognita resta la posizione della Bce. Ma l’assenza di una presa di posizione esplicita riduce, di fatto, il rischio di sorprese. Secondo quanto filtra all’agenzia di stampa, interlocuzioni tra Francoforte e Mps ci sarebbero state in questo periodo, ma senza sfociare in rilievi pubblici. Una scelta coerente con la prassi dell’istituzione, che tende a non intervenire prima delle assemblee per non influenzarne l’esito. Il risultato è che il ‘non intervento’ diventa esso stesso un segnale. Senza un richiamo formale, il mercato interpreta la situazione come sotto controllo, neutralizzando le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su possibili perplessità regolamentari. Anche sul piano tecnico, del resto, eventuali valutazioni sui requisiti di Palermo non rappresenterebbero un ostacolo immediato. Le verifiche della Bce avvengono dopo la nomina e, secondo fonti legali consultate da AdnKronos, non sono dirimenti: nella peggiore delle ipotesi, potrebbero tradursi in richieste di rafforzamento delle competenze. A rafforzare questo scenario contribuisce anche la tempistica. Il parere favorevole di Iss è arrivato dopo la circolazione di indiscrezioni stampa internazionali, segno che tali elementi non sono stati ritenuti sufficienti per modificare il giudizio dei proxy advisor. (di Andrea Persili)

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