Ascolta la versione audio dell’articoloVisitare Praga è una lezione di architettura. Bombardata, ma non devastata durante la II Guerra Mondiale, la capitale della repubblica Ceca è quasi intatta, con i suoi edifici medioevali, rinascimentali, barocchi e neorinascimentali, Art Nouveau (qui Secessione). Ci siamo concentrati sulle architetture dagli inizi del ’900 fino ai nostri giorni. Un itinerario nella Città Vecchia tra cubismo, modernismo, funzionalismo, fino al brutalismo degli Anni ’60 e successivi.Ecco in stile cubista la Casa della Madonna Nera (1911-1912) di Josef Gočár. Al primo piano, il Grand Café Orient porta indietro nel tempo, mentre i piani superiori ospitano il museo del cubismo ceco. A Praga questa corrente trova una variante nel Rondocubismo. Un esempio: Palazzo Adria, datato 1925, di Pavel Janàk e Josef Zasche, sede della Riunione Adriatica di Sicurtà, la RAS di Trieste (tutti sono l’egida dell’Impero Austroungarico fino al 1918). All’opposto, troviamo l’architetto Adolf Loos (1870-1933) cecoslovacco, ma vissuto a Vienna, considerato il padre del modernismo, che riteneva l’ornamento un delitto. A Praga i suoi principi applicati in purezza contraddistinguono la Villa Müller, del 1930.Loading…Insieme a lui segna il passo, sin dal primo decennio del ’900, il modernista Jan Kotěra (tra le tante opere la Facoltà di Legge dell’Università Carlo, terminata nel 1923). Funzionalista, il Veletržní palác, Palazzo delle Fiere – che suscitò l’interesse di Gropius – di Josef Fuchs e Oldřich Tyl, aperto nel 1928. Accoglie un’imponente collezione di arte ceca (oltre che internazionale).FunzionalistiAncora funzionalista la sala espositiva Mánes, sulla Moldova, dell’architetto Otakar Novotny, allievo di Kotěra, inaugurata nel 1930. Tra i due più imponenti esempi di stile brutalista citiamo invece il nuovo Hotel Fairmont Golden Prague e Nová Scéna. Il primo è erede dell’Intercontinental Hotel, opera Anni ’70 dell’architetto Karel Filsak, con un team di colleghi, artisti e designer.Dopo un lungo abbandono è rinato – a firma TaK Architects – conservando la struttura originaria ed elementi caratteristici. Il secondo è l’impressionante nuovo teatro nazionale dell’architetto Karel Prager, tra il 1977 e 1983, in blocchi di vetro soffiato. Infine, un tocco contemporaneo: l’edificio di Masaryčka di Zaha Hadid Architects, del 2024. Extra large, scultoreo e funzionale, integra uffici, una stazione e una piazza pubblica. La tradizione architettonica praghese continua.
