Una donna di 88 anni è stata 9
ore in sala operatoria all’ospedale di Cittadella per un
intervento chirurgico maggiore al fegato per un tumore delle vie
biliari, e dimessa dopo 20 giorni.
Affrontare a 88 anni un intervento chirurgico resta una sfida
importante, che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata
difficilmente proponibile. “Oggi, in una medicina che evolve
insieme alla società, in pazienti selezionati – rileva il dottor
Alfonso Giovanni Recordare, direttore della UOC Chirurgia
dell’Ospedale di Cittadella – può essere preso in
considerazione. Nel caso delle neoplasie delle vie biliari, il
limite dell’età è particolarmente difficile da superare per
diversi motivi: i pazienti arrivano spesso già compromessi
dall’ittero, l’intervento richiede la resezione di una parte
significativa del fegato e il rischio di complicanze rimane
elevato anche nei più giovani. Per questo ogni fase deve essere
attentamente bilanciata: la tempistica, la tecnica chirurgica,
la gestione anestesiologica e la riabilitazione precoce. È un
equilibrio complesso, che richiede il contributo coordinato di
più figure”. L’88enne è stata salvata da un team
multidisciplinare di chirurghi, radiologi e anestesisti, grazie
a un percorso personalizzato. Ad un certo punto l’anziana si è
accorta che qualcosa non andava: prima gli occhi sono diventati
gialli, poi lentamente tutto il corpo. È l’ittero. Il figlio,
medico, l’ha così accompagnata in ospedale. “Dopo i primi
accertamenti – prosegue Recordare – la diagnosi è apparsa in
tutta la sua gravità: un tumore delle vie biliari che aveva già
compromesso una parte importante del fegato”. Il confronto con
il figlio è stato lungo e approfondito. E’ stata prospettata una
possibile soluzione chirurgica. Non una scelta scontata, ma
un’ipotesi percorribile solo a precise condizioni, cioè se ogni
passaggio preparatorio va a buon fine”. Quando le è stato
proposto l’intervento l’anziana ha risposto “alla mia età? Ma è
sicuro?” Il caso è stato duiscusso e poi si è deciso di
proeguire. “Alla nostra conoscenza, non risultano in letteratura
interventi con le stesse caratteristiche tecniche eseguiti alla
stessa età. Esiste tuttavia – spiega Recordare – un precedente
di complessità analoga: in Giappone, il professor Nimura di
Nagoya ha eseguito un intervento diverso (epatectomia sinistra
con ricostruzione arteriosa) in un paziente di 89 anni””.
L’88enne è stata dimessa. All’uscita dall’ospedale ha detto: “in
questi 20 giorni siete stati la mia famiglia”
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