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Home Scienze

L’IA di TikTok può davvero utilizzare i nostri post come vuole?

di Redazione Corriere Politico
22/04/2026
in Scienze
L’IA di TikTok può davvero utilizzare i nostri post come vuole?

Negli ultimi giorni, le bacheche di TikTok sono state invase da creator intenti a scorrere freneticamente i propri profili storici, mettendo in allarme colleghi e utenti in genere del social. La causa di questo improvviso panico da privacy risiede nel rilascio silenzioso di una nuova impostazione, denominata “Permetti all’IA di remixare i contenuti”, che la piattaforma ha deciso di attivare per impostazione predefinita su tutti i video già caricati. Questa funzione abilita gli strumenti di intelligenza artificiale generativa a utilizzare i vecchi filmati come materiale sorgente per elaborazioni automatizzate, superando i confini dei classici strumenti di condivisione per entrare nel campo della trasformazione profonda dei contenuti originali tramite algoritmi.

La preoccupazione principale della community riguarda l’assenza di un comando centralizzato per revocare il consenso su scala globale. Molti creatori si sono ritrovati a dover gestire manualmente migliaia di filmati pubblicati nell’arco degli ultimi anni, accedendo singolarmente alle impostazioni di privacy di ogni singola clip. Il timore diffuso è che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per alterare l’immagine o le dichiarazioni dei soggetti coinvolti, creando scenari simili a quelli permessi dai modelli di generazione video più avanzati, dove la distinzione tra realtà e manipolazione digitale diventa estremamente sottile e potenzialmente lesiva della proprietà intellettuale.Esperti di termini di servizio e privacy hanno evidenziato come queste manovre siano finalizzate a massimizzare l’engagement e i profitti della società attraverso l’uso intensivo dei dati generati dagli utenti. Sebbene TikTok abbia già manifestato l’intenzione di sfruttare l’IA generativa, il metodo di implementazione ha sollevato dubbi sulla trasparenza delle politiche aziendali. In ambito europeo, precedenti simili che hanno coinvolto Meta e le normative hanno costretto le grandi aziende tecnologiche a introdurre opzioni di opposizione più accessibili, ma al momento TikTok non ha fornito spiegazioni ufficiali sulla scelta di attivare la funzione in modo retroattivo.

Attualmente, l’unica difesa per chi desidera proteggere il proprio materiale dai database dell’intelligenza artificiale rimane il lavoro manuale di revisione. Il processo richiede di aprire ogni post, accedere al menu delle impostazioni tramite i tre puntini sulla destra, e disattivare il selettore specifico per il remix IA, in italiano “Consenti all’IA di trasformare i contenuti”. In attesa di un eventuale aggiornamento che introduca un tasto di disattivazione generale, la community dei creator suggerisce di dare priorità ai contenuti più visualizzati o sensibili, cercando di arginare un’integrazione tecnologica che appare come un’imposizione unilaterale piuttosto che una funzionalità condivisa.

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