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Home Cultura

Dossier 137′, quando la polizia indaga su sé stessa

di Redazione Corriere Politico
24/04/2026
in Cultura
Dossier 137′, quando la polizia indaga su sé stessa

(di Francesco Gallo)
Nel segno di un’evidente ingenuità
propria di molti eroi, Stéphanie (Léa Drucker), investigatrice
dell’Igpn, l’organismo disciplinare della polizia francese, è
ottimista e immagina di poter punire davvero alcuni dei suoi
colleghi colpevoli di un reato orribile. Questo il tema centrale
di ‘Dossier 137’ di Dominik Moll, thriller del regista e
sceneggiatore tedesco naturalizzato francese, già in concorso al
Festival di Cannes e ora in sala Con Teodora.
   
Siamo a Parigi l’8 dicembre del 2018 ed è il quarto sabato di
seguito che i gilet gialli si mobilitano sulle rotatorie di
tutta la Francia. In questo giorno accade però nella capitale
francese un fatto molto grave: un giovane è ferito da un colpo
di pistola in testa da un proiettile Lbd che è in dotazione solo
alla polizia. Stéphanie mette subito mano alle indagini, anche
perché il caso ovviamente monta quando si scopre che la vittima
è un bravo ragazzo che ha anche un lavoro: fa l’elettricista.
   
Per tutta una serie di circostanze e anche grazie all’aiuto
delle telecamere di sorveglianza delle strade, vengono
individuati come sospetti tre poliziotti della Bri (brigata di
ricerca e intervento). Non ci sono però prove certe, ma
Stéphanie non è una che molla e grazie anche a un colpo di
fortuna queste arrivano nella forma più schiacciante: un video
in cui si vedono chiaramente gli accusati sparare al ragazzo
mentre è in fuga.
   
Puntualissimi, serrati, credibili e belli gli interrogatori
del film in cui emerge chiaramente l’imbarazzo
dell’investigatrice dell’organismo disciplinare e, al contrario,
l’impunita violenza degli accusati che, dopo un breve arresto,
tornano a piede libero. Per questi poliziotti i manifestanti
sono solo ‘gli ostili’ per la loro potenziale voglia di fare del
male, mentre un calcio dato da loro è solo un inciampare sul un
corpo. Il caso a un certo punto prende una svolta personale e
non certo favorevole all’ispettrice, quando si scopre che la
vittima proviene dalla sua stessa città natale. L’accusatrice
conosceva la vittima? Così tutto viene messo in discussione.
   
“Il funzionamento dell’Igpn, la polizia della polizia, mi
incuriosisce da molto tempo – ha dichiarato il regista de ‘La
notte del 12’, trionfatore ai César 2024 -. Essendo agenti che
indagano su altri agenti, si trovano in una posizione scomoda.
   
Sono spesso disprezzati e talvolta odiati dai loro colleghi,
nonché criticati dai media, e queste tensioni mi interessavano a
livello narrativo: come ci si trova a essere nel mezzo di un
simile fuoco incrociato? Inoltre raccontare un caso legato alle
drammatiche proteste del 2018 mi ha permesso di dare corpo ad
alcuni dei problemi che mettono a dura prova da anni la società
francese: il divario tra Parigi e il resto del Paese, il senso
di abbandono della provincia, le sempre più profonde
disuguaglianze sociali. E sono problemi che naturalmente non
riguardano solo la Francia”.
   
Nel cast del film anche Guslagie Malanda, Jonathan Turnbull e
Dorothée Martinet.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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