Ascolta la versione audio dell’articolo Un nuovo “Dracula” ma diverso da tutti gli altri: Radu Jude, regista tra i più interessanti del cinema rumeno contemporaneo, riprende fin dal titolo il mito del Conte vampiro più celebre di ogni epoca, optando però per un intento fortemente dissacratorio.Loading…Non è semplice riassumere una trama in cui si affastellano episodi e situazioni differenti: da una folkloristica caccia a un uomo travestito da vampiro si passa al fantascientifico ritorno di Vlad l’Impalatore, a una love story, a uno sciopero che coinvolge Dracula e alcuni zombi e persino a un adattamento del primo romanzo di vampiri rumeno.“Dracula” e gli altri film della settimanaPhotogallery4 fotoVisualizzaCon il suo stile perennemente provocatorio, Jude – autore di “Sesso sfortunato o follie porno”, film vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2021 – crea una serie continua di sketch, che si alternano e che hanno come unico collante un regista (alter ego dello stesso Jude?) che ci guida in questa folle decostruzione della figura di Dracula e che si conclude addirittura con un breve episodio ambientato nella Romania contemporanea.In questo minestrone dal sapore postmoderno, gli ingredienti messi a bollire sono davvero molti e, seppur rimanga più di uno spunto su cui riflettere al termine della visione, la confusione finisce per prevalere sull’intelligente base di partenza della narrazione.

