In occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, che si celebra oggi 17 maggio, l’Arcigay ha diffuso il report 2026 che raccoglie e classifica i fatti di violenza, discriminazione e odio ai danni di persone, simboli e luoghi Lgbtqia+ registrati dai media italiani negli ultimi 12 mesi.
Sono 127 episodi, “una cifra che restituisce il quadro di un Paese in cui l’odio non è un’eccezione – dichiara il segretario generale di Arcigay, Gabriele Piazzoni -, ma una presenza costante, quasi ordinaria, nella vita quotidiana di chi non si conforma agli stereotipi di genere e orientamento sessuale”.
Per approfondire Agenzia ANSA La rivoluzione delle Unioni Civili, ‘uno squarcio alla bigotteria’ – Notizie – Ansa.it Ventiduemila coppie dello stesso sesso, dal 2016, hanno usufruito della legge sulle Unioni Civili che l’11 maggio compirà 10 anni. Cirinnà: “È stata la risposta a migliaia di persone che erano invisibili per la politica e per il Parlamento e invece esistevano ed erano già pienamente integrati nel nostro Paese’ (ANSA)
L’allarme più forte arriva dalle dating app: il report censisce almeno 14 notizie di adescamento via chat o app di incontri, ma ogni caso è in realtà un contenitore di più azioni violente: rapine, pestaggi, estorsioni, ricatti. A Treviso un 42enne viene adescato e brutalmente picchiato. A Bergamo e Caserta le chat diventano terreno di caccia per aggressioni seriali. A Padova e Rovigo uomini gay raggiunti a casa e rapinati. A Bologna e Rimini coppie che si organizzano per adescare vittime.
L’episodio più drammatico è quello di Alessandria: due ventenni adescano una ragazza trans tramite app, la rapinano e la uccidono. “L’ app di incontri – spiega Piazzoni -, che per alcune persone può essere un canale fondamentale di relazione, è diventato un terreno di caccia per soggetti che combinano odio, omofobia e opportunismo criminale”. Non mancano le violenze nei luoghi che dovrebbero essere sicuri o ai simboli della comunità: le panchine arcobaleno vengono regolarmente e ripetutamente imbrattate, gli spazi associativi, Pride Village e discoteche frequentate dalla comunità vengono predati da chi progetta vandalismi o aggressioni.
Il report racconta anche tre suicidi: un ragazzo di 15 anni a Latina, una ragazza trans di 14 anni a Ragusa, la nota drag queen romana Bruno Gagliano. Forte preoccupazione anche per la condizione delle persone Lgbtqia+ in carcere, vittime in alcuni casi di stupri e torture. “Continueremo a denunciare ogni singolo episodio- assicura Piazzoni- e a chiedere politiche all’altezza: leggi efficaci contro i crimini d’odio, educazione sessuale e affettiva nelle scuole, formazione obbligatoria per chi lavora in carcere, nella sanità e nelle forze dell’ordine, sostegni concreti per le vittime”
Per approfondire Agenzia ANSA Dove c’è famiglia c’è casa. Cacciati dai genitori dopo il coming out, i ragazzi nelle strutture Lgbtqi+ – Magazine – ANSA.it Rifiutati dopo essersi dichiarati, picchiati perché omosessuali o trans, ma anche sex worker vittime di tratta: le persone accolte nelle Case di accoglienza Lgbtqi+ in Italia disegnano una realtà complessa, di cui si parla poco, in un periodo in cui i diritti gay sembrano scomparsi da agende politiche e media (ANSA)
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