(dell’inviata Francesca Pierleoni)
L’omofobia raccontata in una
trascinante action comedy, Jim Queen di Marco Nguyen e Nicolas
Athané attraverso i colori della comunità gay che rischiano di
essere spazzati via a causa di un misterioso virus che rende
etero; una figlia che deve imparare come stare vicino alla
madre malata d’alzheimer in Tangles di Leah Nelson; una realtà
forse fabbricata dalle macchine, in stile da videogioco in Le
Vertige di Quentin Dupieux. Al Festival di Cannes, anche
quest’anno, non mancano film d’animazione che escono dall’ambito
della favola per esplorare attraverso più generi, temi sociali e
attuali.
Ne è un esempio brillante Jim Queen di Marco Nguyen e
Nicolas Athané (presentato nelle Proiezioni di mezzanotte) che
con una brillante animazione in 2d, unendo commedia, action,
musica, slapstick e tanta ironia, portano il pubblico nei tanti
volti della comunità gay. La storia ambientata Parigi, ha per
protagonista l’arrogante influencer palestrato trentenne ‘regina
della palestra’ con 2 milioni di follower, Jim Parfait, che va
in pezzi quando viene contagiato da un misterioso nuovo virus
che trasforma i gay in etero. Tra la Gaystapo che cerca di
fermare con metodi feroci gli effetti del morbo, e omosessuali
disperati che passano dalle serate in discoteca a quelle nei bar
per guardare il calcio, l’unico che sembra avere l’antidoto è un
medico radiato dall’albo il dr. Ragoon. Per avere il suo aiuto
però Jim deve portargli il suo fan più devoto, il timido,
gentile e fragile Lucien, gay non dichiarato figlio della
ministra della salute francese, non disposta ad accettare
l’identità del figlio. L’idea di un virus che distruggesse
l’omosessualità è nata otto anni fa “ma assistendo agli
attacchi ai diritti Lgbt ora sembra che la fantasia stia
raggiungendo la realtà. Il contesto circostante è diventato
politico e questo ha reso il film politico” hanno detto i due
cineasti a Indiewire.
Viene da un’esperienza reale Tangles
di Leah Nelson (nelle proiezioni speciali), adattamento della
graphic novel autobiografica di Sarah Leavitt, qui
cosceneggiatrice. Il film, in un 2d bianco e nero, è fra i
titoli che a Cannes hanno riscosso il maggior successo di
vendite in altri Paesi, e c’è già chi lo dà tra i papabili per
le nomination agli Oscar. A doppiare i personaggi c’è un cast di
voci che comprende Julia Louis-Dreyfus, Abbi Jacobson, Bryan
Cranston, Beanie Feldstein, Seth Rogen, Wanda Sykes, Bowen Yang
e Sarah Silverman. Al centro della storia c’è Sarah, che decide
di abbandonare la sua vita da artista e attivista nella San
Francisco degli anni ’90 per tornare dalla sua famiglia nella
conservatrice cittadina da cui era fuggita, per prendersi cura
della madre, colpita dall’Alzheimer. La giovane donna, pian
piano deve imparare ad adattarsi e a saper gestire una nuova
realtà. “Con Il film “volevo catturare ciò che provavo leggendo
il libro – ha spiegato Leah Nelson – e far sentire gli
spettatori meno soli”.
Infine, tra gli altri, dopo aver presentato nelle Proiezioni
di mezzanotte la commedia Full Phil, com Kristen Stewart e Woody
Harrelson, il regista francese Quentin Dupieux, chiuderà la
Quinzaine des Cineastes con il suo primo film d’animazione, Le
vertige, realizzato con una motion capture nello stile di
videogiochi come Grand Theft auto. Con personaggi interpretati
fra gli altri, da Alain Chabat, Jonathan Cohen, Anaïs
Demoustier, la storia parte da Jacques che va a casa del suo
amico Bruno per dargli una notizia importante: tutta l’umanità
vive in realtà una simulazione.
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