Ferretti chiude il primo trimestre
con ricavi sul mercato del nuovo in calo dell’8% a 302,1 milioni
di euro. In ribasso del 7,2% a 48,7 milioni il margine operativo
lordo mentre l’utile netto segna un calo da 23,9 a 21 milioni.
Rallenta da 270,6 a 179,6 milioni la raccolta ordini, con un
portafoglio totale in calo da 828,6 a 722,3 milioni dallo scorso
31 dicembre. Rispetto a quella data scende del 92,6% la
posizione finanziaria netta a 18,4 milioni. Per l’esercizio in
corso il costruttore di yacht prevede di raggiungere ricavi
netti tra 1,25 e 1,26 miliardi, con un margine operativo lordo
compreso tra il 16,2% e il 16,6% degli stessi e investimenti tra
70 e 75 milioni.
“Il primo trimestre – commenta l’amministratore delegato
Stassi Anastassov – ha riflesso un contesto commerciale meno
dinamico e una conversione degli ordini più lenta di quanto
atteso, in particolare sulla loro raccolta”. “Affrontiamo questa
fase con realismo, disciplina e focalizzazione sull’esecuzione”,
afferma sottolineando che “la fiducia non va mai confusa con
l’autocompiacimento”. “Allo stesso tempo – prosegue – i
fondamentali del business restano pienamente solidi: i nostri
brand sono fortemente posizionati, i margini si confermano
resilienti e la qualità e la visibilità del portafoglio ordini
rappresentano una base operativa robusta su cui continuare a
costruire”. “Oltre 400 milioni di ‘Net Backlog’ (portafoglio
netto degli ordini non evasi, ndr) si convertiranno in ricavi
nel 2026, offrendo una visibilità significativa sull’evoluzione
dell’esercizio”. “In questo contesto – conclude – non ci
concentriamo su reazioni di breve termine, ma su disciplina
esecutiva, eccellenza operativa e creazione di valore
sostenibile nel lungo periodo e ribadiamo la nostra piena
fiducia nella solidità, nel posizionamento e nel potenziale di
lungo termine dell’ecosistema del Gruppo Ferretti”.
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