La squadra Mobile e i carabinieri
di Venezia hanno arrestato 5 appartenenti al clan della famiglia
tunisina Sakka in relazione all’aggressione e accoltellamento,
lo scorso weekend nella città lagunare, di alcuni membri della
famiglia tunisina Mallat, nell’ambito di violenze tra i due clan
antagonisti per il controllo del territorio, specie per lo
spaccio di droga.
Gli investigatori hanno individuato e fermato gli uomini che
avevano colpito con katane e coltelli nel corso di una rissa i
rivali, ferendone due, costretti poi a rivolgersi alle cure
dell’ospedale. I due tunisini erano già stati feriti in una
precedente rissa un mese fa in calle San Barnaba e poi una
ventina di giorni prima in campo Santi Apostoli.
L’operazione ha portato a due distinte misure cautelari, che
dispongono la custodia in carcere, emesse dal giudice per le
indagini preliminari nei confronti di 5 persone gravemente
indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni
aggravate, rapina e furto aggravato. Le indagini sono state
avviate a seguito dell’escalation di violenza che ha interessato
il centro storico di Venezia nelle ultime settimane. La polizia
ha raccolto elementi di responsabilità di alcuni appartenenti a
un clan per il tentato omicidio di un connazionale il 22 aprile
scorso nell’area di Campo San Barnaba. Contemporaneamente i
carabinieri hanno accertato la responsabilità di altre persone
dello stesso clan, indagate per lesioni aggravate, rapina e
furto aggravato ai danni di un cittadino giordano.
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