Si è chiusa sulle note dell’Ave
Maria, intonata nel Ridotto del Teatro Municipale dalla soprano
Laura Colombo la presentazione del progetto di valorizzazione
del Mulino di Castellazzo – acquistato da Giuseppe Verdi nel
1875 nel territorio di Villanova d’Arda – ad opera
dell’associazione “Verdi e le sue terre”. Un’iniziativa di
promozione culturale e tutela del patrimonio storico legato alla
figura del grande compositore che ha ricevuto il plauso della
sindaca e dell’assessore alla Cultura di Piacenza e Villanova,
Katia Tarasconi e Christian Fiazza (“è un’opera di mecenatismo
culturale preziosa”) accanto al vicesindaco di Villanova
Emanuele Emani e alla direttrice della Fondazione Teatri di
Piacenza, Cristina Ferrari.
A coordinare gli interventi, il giornalista e musicologo
Roberto Fiorentini, vicepresidente di “Verdi e le sue terre”.
“L’acquisto del mulino del Castellazzo da parte della nostra
associazione, nata da una passione condivisa tra amici – ha
spiegato – è soprattutto un grande atto di amore verso Giuseppe
Verdi”.
Castellazzo fu acquistato nel 1875 da Giuseppe Verdi e due
anni dopo il Tribunale di Piacenza si pronunciò a favore del
Maestro in una causa riguardante le acque del canale di
Castellazzo (tuttora esistente), che serviva per irrigare i
campi posti dietro a Villa Verdi. Anche i tecnici della
Soprintendenza hanno rimarcato il valore storico del mulino. Nel
2006, la relazione del funzionario Stefano Pezzoli lo cita “come
segno tangibile della presenza del sommo musicista a un paio di
chilometri dalla villa di Sant’Agata”. E successivamente
l’allora Soprintendente ai Beni Architettonici per le province
di Parma e Piacenza, Luciano Serchia, scriveva di “un evidente
valore ambientale dell’immobile attraversato dal canale del
molino o del Castellazzo”, definendone “indiscutibile”
l’interesse culturale.
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