Il presunto spionaggio ai danni dell’attore e regista Ricky Tognazzi, figlio di Ugo, con controlli patrimoniali fatti nel 2024 nella Banca Dati Serpico attraverso accessi abusivi serviva “per un contenzioso ereditario” e chi lo richiese, ossia una “cliente di Equalize”, “ci ha chiesto se Tognazzi aveva nascosto dei soldi”. Lo ha messo a verbale l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, uno degli indagati che da tempo ormai sta collaborando nella maxi inchiesta milanese sui presunti dossieraggi illegali, anche ai danni di vip e personaggi della politica e dell’imprenditoria. Interrogato di nuovo su sua richiesta due giorni fa, dopo la chiusura della seconda tranche a carico di 81 persone, assistito dall’avvocata Antonella Augimeri, Calamucci ha chiarito, tra l’altro, ai pm De Tommasi e Fusco una delle decine e decine di imputazioni, quella appunto che avrebbe visto come ‘spiato’ Tognazzi. Nel verbale Calamucci fa nome e cognome della “cliente” che avrebbe “commissionato” quegli accessi abusivi sulle dichiarazioni dei redditi dell’attore e anche a quale “successione” fossero collegati. Alla cliente negli uffici di Equalize, ha detto ancora Calamucci, “abbiamo spiegato bene cosa avremmo fatto. Precisamente gli abbiamo detto che accedevamo alle nostre banche e comunque gli abbiamo consegnato i nostri accertamenti”. E ancora: “Non ricordo se gli abbiamo consegnato lo Sdi, ma sicuramente la dichiarazione dei redditi (…) Per Tognazzi non mi ricordo a chi mi sono rivolto, perché quel lavoro è durato molto tempo”.
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