(di Andrea Cascioli)
“Ha coinvolto tanti livelli di
umanità, dagli agricoltori e produttori di cibo fino agli
accademici. In questo è stato qualcosa di assolutamente unico e
il suo lascito sarà universale”. A parlare è Nicola Perullo,
rettore dell’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo,
fra zione di Bra, in provincia di Cuneo, che ricorda la figura
del fondatore e presidente Carlo Petrini, scomparso ieri all’età
di 76 anni.
Perullo, filosofo e saggista livornese, è tra quanti si erano
avvicinati a Slow Food quasi ai primordi. Nel 1994 il primo
incontro a Bra con Petrini, dieci anni dopo l’ideologo del “cibo
lento” avrebbe fondato insieme a un gruppo di docenti
l’università, in una ex tenuta sabauda che Carlo Alberto nei
primi anni dell’Ottocento aveva destinato all’agricoltura.
L’attuale rettore, classe 1970, vi era entrato come
assistente: “Devo in gran parte a Carlo Petrini l’elaborazione
nel mio campo di studi, la filosofia del cibo, sia per gli
stimoli personali che per la possibilità di lavorare in un luogo
straordinario come l’università di Pollenzo” la cui forza,
aggiunge, è quella di essere insieme un centro di formazione e
il fulcro di “una forte missione culturale, sociale e anche
politica”.
Negli ultimi anni Petrini si era dedicato per intero
all’università, dove ha ricoperto fino all’ultimo il ruolo di
presidente: “Amava molto avere un rapporto continuo e diretto
con studenti che vengono da ogni parte del mondo: l’idea di
costruire partendo dalle generazioni future”.
In memoria del fondatore scomparso, l’università osserverà il
lutto da oggi a lunedì compreso. Tutte le attività didattiche
sono sospese.
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