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Eredità Del Vecchio: la tregua dei fratelli chiude il capitolo riassetto Delfin

di Redazione Corriere Politico
05/06/2026
in Economia Italiana
Eredità Del Vecchio: la tregua dei fratelli chiude il capitolo riassetto Delfin

Si ricompone la frattura all’interno della famiglia Del Vecchio. Secondo quanto riferito da  fonti vicine alla famiglia, il quartogenito del fondatore di Luxottica Leonardo Maria Del Vecchio ed il fratellastro Rocco Basilico avrebbero raggiunto un accordo sul riassetto di Delfin, rinunciando alle azioni legali annunciate negli ultimi giorni. L’intesa chiude una delle vicende più delicate del capitalismo familiare italiano, riportando il sereno dopo quattro anni di liti familiari sorte in seguito alla scomparsa del patron ed all’apertura dell’eredità.

La cassaforte da 55 miliardi al centro del risiko
Il nodo riguarda la governance della cassaforte lussemburghese Delfin, che controlla il 32,4% di EssilorLuxottica e detiene partecipazioni di peso in Monte dei Paschi di Siena (17,5%), Generali (10%), UniCredit (2,7%) e Covivio (28%), per un patrimonio complessivo stimato attorno ai 55 miliardi di euro. Un perimetro che colloca la holding tra i nodi centrali del risiko finanziario italiano, con riflessi diretti su Generali, UniCredit e MPS.
Il rafforzamento del quartogenito
Al centro della disputa vi era l’operazione di rafforzamento del quartogenito Leonardo Maria Del Vecchio. L’operazione prevede il passaggio a Leonardo Maria Del Vecchio del 25% detenuto da Paola e Luca Del Vecchio, una quota che porterebbe la sua partecipazione complessiva al 37,5% del capitale della holding, a fronte di un finanziamento da 10 miliardi di euro concesso al veicolo Lmdv Capital per acquistare la quota dei due fratelli.
Il ricorso di Rocco Basilico rischiava però di rendere più complicata l’operazione. Le contestazioni avevano riguardato due delibere chiave. Il primo figlio della vedova Del Vecchio aveva impugnato davanti alla corte del Granducato le delibere dell’ultima assemblea Delfin sull’aumento del dividendo e sul trasferimento a Leonardo Maria delle quote della sorella Paola e del fratello Luca. L’assemblea aveva infatti eliminato il tetto storico al 10% nella distribuzione degli utili, aprendo la strada a cdividendi fino all’80% degli utili Delfin per il triennio 2025-2027, misura funzionale al rimborso del debito contratto da Leonardo Maria. 
Cade l’ostacolo procedurale: closing in vista a giugno
Con la rinuncia ai contenziosi cade il principale ostacolo procedurale al closing dell’operazione. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, Leonardo Maria Del Vecchio si è impegnato a ritirare ogni causa avanzata in Tribunale e lo stesso ha fatto il fratello Rocco Basilico. Il closing dell’intera operazione era atteso entro il 27 giugno 2026, data che coincide con il quarto anniversario della morte del fondatore.

Il fronte successorio ancora aperto
Resta un fronte ancora aperto sul piano successorio. La questione relativa alla rinuncia all’usufrutto contestata da Nicoletta Zampillo rimane sullo sfondo, un aspetto sul quale le informazioni disponibili non indicano al momento una soluzione definitiva. Va inoltre sottolineato un elemento di continuità sul piano gestionale: la governance operativa di Delfin e di EssilorLuxottica rimane saldamente nelle mani dei manager, con Francesco Milleri presidente e amministratore delegato di entrambe le entità, mentre lo statuto di Delfin prevede ancora la regola dell’unanimità per le decisioni strategiche. 

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