La rete riconosce chi ha la
‘Priority’, ovvero chi paga di più per avere più servizi – come
già si applica ai viaggi in aereo o agli spettacoli – e gli
riserva prestazioni, assistenza e protezione dedicate. E’ il
nuovo modello di Tim che abbandona la strada di ‘più velocità e
più giga per tutti’, “cambia paradigma, il primo passo verso una
nuova generazione di servizi costruiti intorno alle diverse
esigenze delle persone” dichiara Pietro Labriola, amministratore
delegato di Tim che mesi fa aveva già lanciato la sfida per
vedere chi sarebbe stato disposto a ‘pagare’ per la qualità ora
che Intelligenza artificiale, streaming in alta definizione,
cloud gaming, videoconferenze e l’uso contemporaneo di più
dispositivi richiedono una connessione stabile, continua e
reattiva, soprattutto nei momenti di maggiore congestione.
Il percorso parte da Priority connectivity, con servizi sulla
rete fissa e mobile, proseguirà con Priority care, per rendere
più rapidi l’attivazione e il supporto, e Priority protection,
con funzionalità dedicate alla sicurezza digitale.
Il servizio che offre priorità del traffico dati in download,
tempi di risposta più rapidi e una maggiore regolarità del
flusso è stato sperimentato a San Siro in occasione delle
Olimpiadi di Milano Cortina, da ottobre sarà reso disponibile
anche al Circo Massimo di Roma, negli autodromi di Imola e Monza
e al Palazzo dello Sport di Firenze, con l’obiettivo di
estenderlo progressivamente ad altre location.
In cantiere ci sono già altre proposte, spiega una nota,
Fast Delivery ridurrà i tempi di attivazione della fibra con
Priority e Fast Assistance assicurerà la presa in carico
prioritaria delle richieste di supporto. Nuove funzionalità
integrate nell’app MyTIM rafforzeranno invece la protezione
della vita digitale. “La qualità della rete emerge soprattutto
quando viene messa alla prova. Nei momenti di congestione, in
casa come durante un grande evento, Priority permette a chi lo
ha scelto di continuare a utilizzare i servizi che contano con
un livello di prestazione superiore. È qui che la tecnologia
diventa un valore direttamente percepibile dal cliente” conclude
Labriola.
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