È in corso lo smontaggio del
“non campeggio” installato da giovedì scorso da alcune decine di
No Tav nello storico presidio di Venaus, nel terreno di un
privato. I militanti stanno raccogliendo zaini, sacchi a pelo e
amache per riporle nelle proprie auto e furgoni. L’area resta
presidiata da reparti antisommossa e personale della Digos della
polizia, con controlli rafforzati da parte delle forze
dell’ordine nei punti di accesso a Venaus. Per stamane, ieri i
militanti hanno annunciato una mobilitazione: “Vogliamo rompere
l’assedio”, “saremo in giro e chiamiamo un appuntamento la
mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus” e
“dobbiamo far girare loro la testa”.
Sul posto sono presenti giornalisti, fotografi e operatori
video. “Smettetela di riprendere, non c’è consenso”, le grida
dal presidio, dove i militanti stamattina sono alcune decine. Il
movimento, giovedì mattina, si era spostato a Venaus dopo le
ordinanze del prefetto di Torino, che hanno vietato tra l’altro
il campeggio libero a Susa previsto inizialmente, poi anche a
Venaus. I divieti e la sorveglianza rafforzata sono giunti dopo
gli attacchi ai cantieri Tav – con oltre 120 unità delle forze
dell’ordine ferite – al termine del corteo del 25 luglio scorso.
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