Le parole della premier Giorgia
Meloni sulla strage di Bologna sono “una nota stonata rispetto a
quello che dichiara in maniera limpida il presidente della
Repubblica e anche rispetto a quello che dice il presidente del
Senato, è una nota veramente stonata con quello che raccontano
le sentenze, tutte le 17 sentenze in un volume di carte
impressionante che dicono che la strage è neofascista”: è quanto
ha detto a Radio Popolare Paolo Lambertini, presidente
dell’associazione familiari delle vittime della strage del 2
agosto 1980.
Il presidente La Russa ha parlato di “matrice fascista” della
strage, spiegando inoltre che “è altrettanto doveroso unirsi
alla richiesta che viene da più parti di proseguire nella
ricerca della completa verità”, ma per Lambertini “è doloroso
sentire queste parole e la prima cosa che mi viene da chiedere è
quali sono queste parti perchè di certo non sono i familiari
delle vittime che hanno approfondito carte e sentenze e, se
qualcuno che ha approfondito come noi ha ancora dei dubbi, ce li
venga a spiegare, altrimenti mi sembrano delle
strumentalizzazioni e dei modi per semplificare il tutto”.
“Non si capisce davvero quali siano queste parti, a meno che
non ci sia la volontà di riaprire le piste alternative, tra cui
la pista palestinese o la pista libica, che sono terreni
assolutamente già esplorati, che hanno fatto perdere anni e anni
alle procure e alle indagini. Come associazione delle vittime
della strage – ha concluso Lambertini – abbiamo avuto tutto
l’interesse ad approfondire e a non perdere tempo e i veri
responsabili dalle carte processuali, in maniera univoca, sono i
neofascisti”.
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