Duecento agricoltori trevigiani
sono già stati multati dal Consorzio di bonifica Piave per aver
prelevato acqua fuori dai turni assegnati, con sanzioni fino a
500 euro. Lo scrive il Gazzettino. Il consorzio avverte che
nelle aree a nord di Treviso e Castelfranco la disponibilità
idrica è limitata e destinata a esaurirsi presto.
L’emergenza rischia ora di arrivare anche nei rubinetti delle
case. Ats, la società dell’acquedotto dell’Alto Trevigiano, ha
scritto a tutti i sindaci della provincia chiedendo una stretta
sul rispetto delle misure previste dall’ordinanza regionale:
vietato annaffiare i prati, lavare l’auto, riempire piscine e
fontane senza ricircolo. La sorgente del Tegorzo ha dimezzato la
portata da 240 a 120 litri al secondo, mentre la sorgente Fium
si è completamente esaurita, passando da 600 litri al secondo a
zero.
“I nostri impianti stanno lavorando al massimo e il personale
è costantemente impegnato per mantenere in equilibrio un sistema
che, con il perdurare della siccità, diventa sempre più
fragile”, ha dichiarato il presidente di Ats Fabio Vettori.
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