Si è concluso nella notte
l’intervento di salvataggio sul Campanile di Val Montanaia
(Pordenone), dove una cordata è rimasta in grave difficoltà
durante la fase di discesa: un uomo è rimasto bloccato nel vuoto
dopo una calata di circa 50 metri.
A dare l’allarme alla centrale Sores sono stati alcuni
escursionisti che, dal basso, hanno notato le difficoltà e hanno
raggiunto il rifugio Pordenone per fornire coordinate precise.
La macchina dei soccorsi ha visto l’attivazione della stazione
Valcellina del Soccorso alpino, dell’elisoccorso regionale e del
personale sanitario.
Un primo tentativo di recupero diretto tramite il verricello
dell’elicottero si è rivelato impossibile: la scarsa visibilità
e le turbolenze causate dalle pale del velivolo rischiavano di
smuovere sassi, mettendo a repentaglio l’incolumità dell’uomo e
del tecnico di elisoccorso. Rientrati, decisivo è stato il piano
d’azione stabilito al campo base di Pinedo: equipaggiati con più
corde da 200 metri, i soccorritori hanno raggiunto il versante
est per sbarcare tre soccorritori.
Operando completamente al buio, la squadra si è spostata
lungo il ballatoio anulare, si è calata fino a raggiungere
l’alpinista sospeso, lo ha agganciato e, dopo aver tagliato le
corde bloccate, lo ha tratto in salvo portandolo alla base
dell’obelisco roccioso. L’uomo, che è riuscito a rimanere vigile
durante la lunga attesa muovendosi continuamente per stimolare
la circolazione, ha riportato soltanto lievi formicolii.
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