• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
mercoledì 16 Settembre 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Corriere Politico
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Corriere Politico
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cultura

Nino Migliori e gli anni Cinquanta. Un Fotografo ‘sulla strada’ nell’Italia che cambia

di Redazione Corriere Politico
30/08/2026
in Cultura
Nino Migliori e gli anni Cinquanta. Un Fotografo ‘sulla strada’ nell’Italia che cambia

(di Samantha De Martin)
Sud Italia, anni Cinquanta. Un
fotografo si aggira con la sua Rolleiflex per le strade di un
paesino della Basilicata. Posiziona la camera all’altezza del
diaframma e scatta immortalando il soggetto che ha davanti.
   
All’inizio fotografa per finta, per entrare in un rapporto
empatico con le persone. Dopo qualche ora ritorna per realizzare
una fotografia più vera.
   
Nino Migliori, cento anni il 29 settembre, dal 10 ottobre al
7 marzo sarà al Centro Saint-Bénin di Aosta, protagonista della
mostra ‘La dialettica del reale’, un percorso tematico dedicato
a uno dei maestri della fotografia italiana del Novecento.
   
Organizzata dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche
identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta, curata da
Mauro Zanchi, l’esposizione riunisce in 160 immagini alcune
delle serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni
Cinquanta seguendone l’evoluzione fino agli esiti più recenti
della ricerca.
   
Proponendo una rilettura della fotografia italiana del
dopoguerra e ripercorrendo la stagione del Neorealismo, il
progetto restituisce la complessità dello sguardo di Migliori,
dal confronto tra un’Italia ancora arcaica e in piena
trasformazione alle prime sperimentazioni sul linguaggio
fotografico.
   
L’arco cronologico compreso tra il 1950 e il 1959, oltre a
coincidere con l’apice del Neorealismo, corre in parallelo
all’avvio di una ricerca destinata ad aprirsi a esiti sempre più
sperimentali. “Ci saranno solo opere degli anni Cinquanta –
anticipa Mauro Zanchi – e solo quelle legate al realismo.
   
Contemporaneamente Migliori aveva anche provato a indagare altre
strade realizzando le sperimentazioni e tutti i lavori
off-camera”.
   
Inizia a fotografare nel 1948. Esce dalla seconda Guerra
mondiale e si aggira per le strade della sua Bologna, poi
dell’Emilia, del nord Italia, del Delta del Po, del Sud.
   
Spostamenti che coincidono con le quattro serie intitolate
“Gente”.
   
“Sceglie di stare sulla strada per cercare di capire cosa sta
accadendo – continua Zanchi -. Cominciano a cambiare i negozi e
le abitudini del mondo rurale, a contatto con le comodità
dell’universo capitalista. In mostra ci saranno ad esempio
immagini con manifesti pubblicitari”.
   
L’esposizione “permetterà di fare viaggi spazio temporali tra
gli studi attuali e quello che non era totalmente compreso negli
anni Cinquanta”. Pur essendo apparentemente fotografie di
persone in strada, in realtà a guardarle più da vicino rivelano
diversi dettagli. “Ho fatto anche un viaggio a ritroso per
cercare di capire quanto di quello che sta accadendo ora fosse
già stato un po’ anticipato da Migliori”. Ma in cosa Migliori è
stato un anticipatore? “Nel ’50 anticipa una serie di elementi
che saranno studiati dagli anni Ottanta in poi, come l’immagine
costruita dentro un’altra immagine”. Facciamo un esempio. “Una
sera d’estate tratta dalla serie Gente dell’Emilia, scattata nel
1953. Si vede una facciata con una finestra aperta, la luce
accesa e all’interno una famiglia intenta a cenare. In Parma,
1983 Luigi Ghirri fotografa una casupola dove è stato apposto il
manifesto pubblicitario di una cucina. Sembra che vi sia una
grande finestra con un interno: un’immagine dentro l’immagine”.
   
Non mancano le peregrinazioni nella pittura. “Migliori gioca
spesso su elementi che fondono presenza pittorica e immagine
realistica. Aveva frequentato Giorgio Morandi, gli artisti
informali bolognesi, Guggenheim. La padrona dell’osteria
immortala una donna sull’uscio di una trattoria. Un vetro
riflette un palazzo fuori fuoco, simile a una presenza pittorica
in un’immagine realistica. “Nonostante in mostra non vi siano le
opere informali ho selezionato le fotografie realistiche dove in
qualche modo emergono queste presenze”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Consigliati

Confapi chiede trasparenza su valutazione dei Lep

Confapi: Abuso d’ufficio, l’abolizione renderà più efficiente burocrazia

3 anni fa
Ragazzina cade dal nono piano e muore a Palermo

Ragazzina cade dal nono piano e muore a Palermo

1 mese fa

I Più Letti

  • Polo ambientale, Pirozzi (Confintesa): «Drammatico e inconcepibile stato gestionale in cui versa società»

    Giugliano, Pirozzi (Confintesa) contro Teknoservice: criticità nella gestione della raccolta dei rifiuti

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dal 3 novembre i seminari SFI su guerra e pace con Carlo Galli, Umberto Curi e Massimo Mori

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Nuova stagione culturale a Cava de’ Tirreni: la Fondazione Gagliardi Marino Angeloni si presenta

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Napoli, Fdi VI municipalità attacca la sinistra: «Ha mal governato per 40 anni»

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Da Ercolano si riaccendono i fari sull’ospedale Maresca

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

© 2023 corriere-politico.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica

© 2023 corriere-politico.it