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Legge elettorale, sondaggio Noto: no a innalzamento firme per presentare lista

di Redazione Corriere Politico
15/09/2026
in Politica
Legge elettorale, sondaggio Noto: no a innalzamento firme per presentare lista

15 settembre 2026 | 11.51

LETTURA: 3 minuti

No all’innalzamento da 40.000 a circa 372.000 delle firme richieste per le liste che intendono presentarsi in tutti i collegi introdotto dalla legge elettorale che è stata approvata oggi in Senato con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. E’ quanto emerge in un sondaggio dell’Istituto Noto. Il provvedimento ora passa alla Camera.

Cosa pensano gli elettori
La soglia è considerata eccessiva dal 48% degli elettori, contro il 33% che la ritiene adeguata. “Il dato assume particolare rilievo perché la valutazione negativa prevale nonostante una quota del 19% non esprima un’opinione”, sottolineano le conclusioni dei risultati. La critica è maggioritaria tra gli elettori del PD (64%), di Azione (90%), di AVS (57%), di Italia Viva (56%), di Futuro Nazionale (53%) e del Movimento 5 Stelle (51%), oltre che tra gli indecisi (51%). Tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega prevale invece il giudizio di adeguatezza.

Il 41% sostiene inoltre che tutti i partiti debbano partire dalle stesse condizioni, indipendentemente dalla presenza in Parlamento; un ulteriore 16% ammette un onere per le nuove formazioni, purché sia ragionevole. Complessivamente, il 57% rifiuta quindi un sistema che produca un vantaggio sproporzionato per i partiti parlamentari. La maggioranza chiede quindi o una piena equiparazione o, almeno, una barriera proporzionata e la parità è la prima scelta anche tra gli elettori di Forza Italia (57%) e Lega (52%), oltre che in tutti i principali segmenti dell’opposizione. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia la distribuzione è più articolata, ma anche qui parità e soglia ragionevole raggiungono insieme il 50%, contro il 26% favorevole al vantaggio per i partiti già presenti in Parlamento.
Quando si chiede di indicare concretamente la soglia corretta, il 40% sceglie fino a 40.000 firme e il 12% eliminerebbe del tutto l’obbligo. Il 52% si colloca dunque entro il limite attualmente previsto, mentre soltanto il 38% indica una soglia superiore a 40.000 e appena il 13% supera le 300.000 firme. Ne emerge che le 40.000 firme sono percepite come un livello congruo e già sufficientemente selettivo; un aumento molto consistente non trova un consenso maggioritario.Le fasce immediatamente superiori ottengono consensi contenuti: 9% tra 40.001 e 60.000 e 7% tra 60.001 e 100.000. Solo il 22% si colloca tra 40.001 e 300.000 firme e il 13% indica oltre 300.000. In altri termini, la soglia prossima a 372.000 firme si trova nell’area preferita da poco più di un elettore su dieci, mentre il livello attuale di 40.000 è la singola opzione più scelta e rappresenta il punto di equilibrio più riconoscibile.
Nelle sintesi, l’Istituto Noto sottolinea: “La critica più solida non è l’abolizione delle firme, sostenuta da una minoranza del 12%, ma la sproporzione dell’aumento. La linea maggioritaria riconosce che possa esistere una soglia, purché resti ragionevole e non diventi una barriera sostanziale”. In sintesi, “gli italiani non condividono un sistema nel quale i partiti già presenti in Parlamento siano dispensati dalla raccolta mentre alle nuove formazioni viene richiesto uno sforzo molto elevato. Le 40.000 firme sono percepite come un limite adeguato; soglie sensibilmente superiori, e in particolare quella di circa 372.000, non trovano un sostegno maggioritario”.
Onorato: “Per gli italiani tutti i partiti dovrebbero raccogliere le stesse firme”
“Abbiamo chiesto agli italiani cosa ne pensassero della norma inserita dal Governo Meloni nella nuova legge elettorale, che permette a chi è già in Parlamento di non raccogliere le firme mentre chi è fuori, le nuove forze politiche appena nate, viene escluso con una richiesta incostituzionale e insuperabile di 400 mila firme, 6 mila obbligatorie per ogni collegio. In forma fisica, senza Spid, da raccogliere in pochi giorni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i cittadini bocciano l’ennesima spallata del Governo Meloni alla democrazia e alla Costituzione”, dichiara Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, commentando i risultati del sondaggio dell’Istituto Noto.

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