Lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi è tornato a 88 punti base, lo stesso livello dell’apertura di lunedì 14 settembre, dopo una chiusura in lieve calo. Ci si avvicina ai 90 punti base, ben al di sopra dei minimi toccati a fine gennaio con 57 punti base.
Il rendimento del BTP decennale si è attestato al 4,42% in un contesto di crescita generalizzata dei tassi sui titoli di Stato europei. Al caro-energia si stanno aggiungendo il timore del ricorso al debito per rifinanziare i titoli in scadenza e la necessità di finanziare deficit sempre più elevati.
Spread e rendimenti ancora instabili
La situazione in Medio Oriente e le relative conseguenze sull’energia non vedono ancora una soluzione. Per questo il contesto di instabilità permane. Ieri parlavamo di un aggravamento della situazione dato dall’avanzata degli Houthi nel sud-ovest dello Yemen, con il gruppo che è arrivato a prendere il pieno controllo dello stretto di Bab-el-Mandeb, una delle rotte alternative allo Stretto di Hormuz per il petrolio saudita.
Lo spread sfiora i 90 punti base
Ancora una volta è lo spread il primo indicatore delle conseguenze di questa situazione. I mercati temono che l’aumento del prezzo del petrolio prosegua nell’indebolire l’economia italiana.
Di conseguenza, i titoli di Stato sono percepiti come più rischiosi. Per questo il differenziale, dopo aver accennato una discesa nella chiusura di lunedì 14 settembre, è tornato a 88 punti base all’apertura di martedì 15 settembre, proseguendo l’aumento nella mattinata verso gli 89 e i 90 punti base.
Rendimenti ai massimi dal 2023
Rispetto a gennaio del 2026, un BTP a 10 anni – il titolo utilizzato per il calcolo del differenziale – rende un punto percentuale in più. Nella mattinata del 15 settembre i rendimenti sono arrivati al 4,42%, livelli simili a quelli visti durante la crisi energetica del 2022. Nella stessa mattinata il rendimento ha continuato a salire, toccando il 4,45% (+0,02%).
Gli spread degli altri Paesi europei
Nel contesto attuale, la Spagna si conferma uno dei pochi Paesi europei a non risentire della crisi. Un’economia in forte crescita e un’ampia disponibilità di energia da fonti rinnovabili mantengono stabile la fiducia degli investitori. Lo spread tra Bonos e Bund rimane fermo intorno ai 48 punti base, con i rendimenti appena sopra il 4% (4,03%).
Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 15 settembre 2026
Titoli di Stato
Rendimenti
Spread
Bund tedeschi
3,51%
–
Btp italiani
4,45%
89
Oat francesi
4,48%
92
Bonos spagnoli
4,03%
48
La Francia è ancora oggi uno dei Paesi più in sofferenza in questa fase. La revisione del Pil ha portato a stimare al 5% il deficit per il 2026, con conseguenze sugli Oat. Lo spread con i Bund, dopo una fase di aumentato a 95 punti base, è tornato a scendere a 92 punti base, con rendimenti rendimenti sempre vicini al 4,5% (4,48% per la precisione).
Le prossime aste dei titoli di Stato italiani
Si sono concluse settimana scorsa le prime aste dei titoli di Stato di settembre. Due le emissioni, una di Bot, con due diversi prodotti, e una di Btp a medio e lungo termine con tre titoli. Le prossime aste si terranno a fine mese:
il 24 settembre l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
il 25 settembre l’asta dei Bot;
il 26 settembre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.



