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Webuild accelera in Borsa (+5,49%): partita per Trevi entra nel vivo

di Redazione Corriere Politico
17/09/2026
in Finanza
Webuild accelera in Borsa (+5,49%): partita per Trevi entra nel vivo

16 settembre 2026 | 19.08

LETTURA: 3 minuti

Webuild accelera in Borsa e la partita per Trevi entra nel vivo. Il via libera della Consob al documento dell’Opa volontaria totalitaria lanciata dal gruppo guidato da Pietro Salini – secondo quanto ricostruito da AdnKronos – fa scattare gli acquisti a Piazza Affari, con il titolo Webuild in rialzo oltre il 5%. Un movimento che arriva mentre sul tavolo è già aperta l’offerta concorrente di Icop e il mercato continua a guardare con attenzione a una contesa che potrebbe non essere ancora arrivata al suo punto più alto.

L’ok dell’Autorità, relativo all’operazione annunciata il 29 luglio, consente ora a Webuild di avviare formalmente l’offerta, il cui calendario sarà comunicato dalla società nelle prossime settimane. Sul piatto ci sono 4,50 euro in contanti per ogni azione Trevi, per un controvalore complessivo di circa 295 milioni di euro. La posta in gioco è il controllo di una società considerata strategica nel settore delle fondazioni speciali e dell’ingegneria del sottosuolo. Per Webuild, l’acquisizione consentirebbe di integrare nel gruppo competenze specialistiche da utilizzare nella realizzazione delle grandi infrastrutture, con sinergie stimate dalla società tra 80 e 90 milioni di euro di Ebitda annuo a regime. Considerando l’intero impatto dell’integrazione, Webuild indica benefici complessivi sull’Ebitda compresi tra 150 e 170 milioni di euro.
Ma a rendere particolarmente calda la partita è la presenza di Icop, che ha già dato il via alla propria Ops: il periodo di adesione è iniziato il 14 settembre e terminerà il 16 ottobre. Trevi si trova così al centro di una sfida tra due proposte e, per gli investitori, il valore della partita potrebbe dipendere anche dalle prossime mosse dei contendenti. Secondo gli analisti di Kepler Cheuvreux, entrambe le società avrebbero infatti margini finanziari per migliorare le rispettive offerte qualora la competizione dovesse intensificarsi. Un elemento che contribuisce a spiegare perché il titolo Trevi continui a trattare sopra i valori delle proposte attualmente sul mercato.

Sul fronte Icop pesa inoltre il giudizio espresso dal Consiglio di amministrazione di Trevi. Nel comunicato del 10 settembre, il board ha respinto all’unanimità l’Ops, ritenendola non conveniente e giudicando il corrispettivo non finanziariamente congruo per gli azionisti. Tra le principali perplessità sollevate dagli amministratori ci sono le sinergie industriali indicate da Icop, considerate in larga parte incerte e difficili da quantificare. Secondo il CdA, una parte significativa dei benefici prospettati deriverebbe infatti da competenze, relazioni commerciali e posizionamento internazionale che Trevi possiede già, rendendo meno evidente il valore aggiuntivo prodotto dall’integrazione.
Il Consiglio ha inoltre evidenziato le numerose condizioni di efficacia dell’operazione e i possibili rischi legati al suo perfezionamento. Tra questi figura anche l’eventuale effetto di un cambio di controllo sui finanziamenti del gruppo: le banche finanziatrici potrebbero chiedere il rimborso anticipato di linee di credito per circa 180 milioni di euro. C’è poi il tema della governance. In caso di successo dell’operazione Icop, la famiglia Petrucco manterrebbe il controllo della società anche dopo l’eventuale integrazione. Secondo il CdA di Trevi, questo determinerebbe un cambiamento significativo dell’attuale profilo di governance per gli azionisti di minoranza.

Con l’autorizzazione Consob all’Opa di Webuild e l’Ops di Icop già in corso, la partita per il controllo di Trevi entra dunque nella fase centrale. Il mercato guarda ora alle prossime settimane, quando potrebbero emergere ulteriori elementi sulle adesioni alle offerte e sulle eventuali mosse dei due contendenti. Il forte rialzo del titolo Webuild – stando alla ricostruzione di AdnKronos – riflette la convinzione del mercato che l’operazione abbia compiuto un passo fondamentale e che la sfida per il controllo di Trevi possa ancora riservare nuovi sviluppi nelle prossime settimane.

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