Una perizia confermerebbe che
Michele Noschese, noto come dj Godzi, morto ad Ibiza lo scorso
12 luglio in circostanze controverse, abbia subìto violenze.
Secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino, venerdì scorso
il penalista napoletano Vanni Cerino, che fa parte del pool che
rappresenta la famiglia di Noschese insieme ai colleghi Angelo
Sammarco e D’Urso, è stato in Procura, a Roma, e “abbiamo
prospettato al procuratore aggiunto Giovanni Conso e al
sostituto Daria Monsumò l’ipotesi del reato di tortura per gli
agenti della Guardia civil che intervennero a casa di Michele.
E’ un reato introdotto dopo il caso di Stefano Cucchi e se lo
abbiamo fatto è perchè abbiamo certezza che il ragazzo abbia
subìto delle violenze”.
Nella perizia si sottolinea più volte come a Michele “sia
stata tolta la dignità” per le condizioni in cui fu bloccato.
Questa è la seconda relazione medico legale consegnata ai
magistrati dopo un’altra stilata da un’altra consulente di
parte. “In Spagna hanno legato il decesso all’assunzione di
droga, noi al momento ancora non abbiamo avuto un esito di
laboratorio che ci indichi quali sostanze abbia assunto e in
quali quantità”, precisa l’avvocato Cerino.
La Procura ha deciso di sentire anche l’amico Raffaele che
era con lui in casa in quel momento e che da subito ha
raccontato delle violenze subite da Michele, calci e pugni, dopo
essere stato immobilizzato.
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