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Home Cultura

Dentro l’onda di Hokusai

di Redazione Corriere Politico
15/04/2026
in Cultura

Ascolta la versione audio dell’articoloC’è qualcosa di sorprendentemente sobrio, quasi controcorrente, nella mostra dedicata a Katsushika Hokusai allestita al Palazzo delle Paure di Lecco. Intitolata Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa, a cura di Paolo Linetti, prodotta e realizzata da ViDi Cultural e Ponte43, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, ed è aperta dal 21 marzo al 27 settembre 2026. Il percorso risulta ordinato e ruota attorno alla struttura dell’immagine, costruito su nuclei chiari, quali la tecnica, la serie del Fuji e i fogli di studio, con l’acqua come elemento centrale. Appena si entra, l’istinto è quello di cercare con lo sguardo l’opera più iconica, quella vista su copertine e pubblicità, un’onda ormai nota e riconoscibile ovunque. Poi, però, addentrandosi, lo sguardo si posa su opere di piccolo formato, realizzate con estrema precisione, che rappresentano scene di vita quotidiana del Giappone dei secoli passati. Passo dopo passo, si viene catturati da colori, volti, gesti ed elementi naturali. L’opera cercata all’inizio resta sullo sfondo, quasi senza che lo spettatore se ne accorga. Gli artisti giapponesi operano con molta cura. Ogni immagine è il risultato di un lavoro coordinato e minuzioso. Quando si arriva all’opera più nota, lo sguardo è cambiato, la si osserva con maggiore attenzione, e la lettura risulta più chiara.Katsushika HokusaiKatsushika Hokusai, attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è uno dei principali esponenti dell’ukiyo-e, espressione che indica una visione della vita legata al presente, fatta di momenti vivaci e transitori. Pittore e incisore, ha lasciato un corpus ampio di opere. Le sue xilografie nascono da un processo preciso: l’artista progetta, l’incisore traduce il segno sul legno, lo stampatore costruisce l’immagine attraverso passaggi successivi di colore. In questo sistema, Hokusai introduce il bokashi, una tecnica di sfumatura che consente passaggi graduali di colore dando più profondità a cielo e acqua. La serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji resta il suo lavoro più rappresentativo. Il percorso mette in evidenza una ricerca continua, segnata da spostamenti assidui, cambi di nome e da una costante ricerca quasi ossessiva verso una resa formale sempre più precisa. Il suo lavoro raggiunge anche l’Europa e trova riscontro nella pittura dell’Ottocento, con effetti visibili nel lavoro di Vincent van Gogh, Claude Monet e Edgar Degas. Un passaggio rilevante riguarda l’introduzione della prospettiva occidentale, conosciuta attraverso stampe e modelli europei diffusi in Giappone tramite i commerci olandesi. Questo metodo consente di organizzare con maggiore precisione il rapporto tra primo piano e sfondo. sfidando gli schemi iconici giapponesi che si basavano sulla prospettiva gerarchica dove la grandezza delle figure riflette la loro importanza. A questa fase si lega anche l’uso del Blu di Prussia, introdotto anch’esso in Giappone a partire dagli anni Venti dell’Ottocento. Un pigmento di produzione industriale che risulta essere più stabile e intenso rispetto ai colori naturali ampliando le possibilità espressive e consentendo una resa più profonda e volumetrica delle superfici, in particolare dell’acqua.Loading…Grande Onda di Kanagawa (1830-33)La lettura della Grande Onda di Kanagawa (1830-33) si inserisce in questo quadro. L’immagine presenta una struttura precisa, con il Monte Fuji al centro, incorniciato da una costruzione geometrica. Come osserva Paolo Linetti, Hokusai applica le regole occidentali e organizza la scena attraverso rapporti misurati con una chiara definizione dello spazio. La composizione si sviluppa attorno a tre poli: natura, uomo e divino. La natura si manifesta nell’onda, che richiama la forma di un grande artiglio in procinto di sferrare un attacco. La presenza umana appare nelle figure sulle imbarcazioni, travolte dal moto del mare, non oppongono resistenza né si agitano ma si piegano ad una forza superiore. Sullo sfondo, la montagna introduce un riferimento al divino. Immobile e dominante, funge da perno e ordina il movimento circolare dell’immagine. Questi elementi costruiscono una struttura unitaria, in cui ciascuno contribuisce a un equilibrio complessivo. In un periodo storico segnato dall’isolamento del Giappone, l’incontro tra Oriente e Occidente trova comunque spazio. Le due realtà si muovono in entrambe le direzioni, spinte dal desiderio di scoprirsi e di costruire connessioni tra culture diverse. Questo processo mostra la spinta dell’uomo verso la conoscenza e il superamento dei propri limiti. Nelle opere di Hokusai questa idea si riflette in immagini che raccontano un senso di unità, in cui elementi diversi convivono armoniosamente. Si delinea allora un senso di unità dove si è parte di un ciclo che tiene tutto in relazione.

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