Nei primi minuti dopo l’aperture dei mercati finanziari del 16 settembre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è nuovamente allargato, arrivando a 89 punti base. È da marzo che il differenziale non arrivava a questi livelli, ma questa volta i fattori che stanno causando la crescita dei rendimenti sono meno contingenti rispetto all’inizio della guerra in Iran.
Il conflitto ha infatti causato una crisi energetica da cui l’Europa fatica a uscire e a cui l’Italia è particolarmente esposta. Al contempo i Treasury statunitensi hanno toccato un rendimento del 5%, appesantiti da un debito sempre più costoso e da un’economia tentennante. L’atteggiamento ambiguo della Fed sui tassi, inoltre, non rassicura gli investitori.
Spread in aumento ma rendimenti fermi
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è leggermente cresciuto, arrivando a 89 punti base, a causa del rallentamento dei rendimenti dei titoli di Berlino. Rispetto alla giornata di ieri, infatti, quelli dei Btp sono rimasti stabili, dopo diversi giorni consecutivi di aumento. Si tratta comunque di un picco record per gli ultimi tre anni, al 4,42%.
Perché i rendimenti sono così alti
Picchi di spread simili si sono visti solo nella fase più acuta della guerra in Iran. Allora, a spingere il differenziale c’era la paura che il conflitto potesse causare una crisi energetica. Quelle paure si sono rivelate fondate. I prezzi dei carburanti continuano a crescere in Italia, ma non c’è solo l’economia a spaventare gli investitori.
Nei giorni scorsi i Treasury Bond, i titoli di Stato degli Usa, hanno toccato un rendimento del 5%. Il debito record, l’economia incerta e una Fed indecisa sui tassi stanno portando questi titoli a picchi record. Le controparti europee, per assicurarsi l’interesse degli investitori, devono cercare di competere. Anche questo fattore sta quindi contribuendo alla corsa dei rendimenti.
La situazione degli spread europei
Anche gli spread del resto dei Paesi Ue risentono di questa situazione. In Spagna i Bonos sono arrivati a 47 punti base di differenziale, con rendimenti rimasti sopra il 4%.
Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 16 settembre 2026
Titoli di Stato
Rendimenti
Spread
Bund tedeschi
3,53%
–
Btp italiani
4,42%
89
Oat francesi
4,50%
97
Bonos spagnoli
4,00%
47
Gli Oat stanno invece procedendo la loro corsa verso i 100 punti di spread. Hanno toccato i 97 punti in apertura, con esattamente il 4,50% di rendimento.
Le prossime aste dei titoli di Stato italiani
Entro la fine del mese si terranno altre tre aste per i titoli di Stato italiani. Le prime due si sono concluse a inizio mese, confermando i rendimenti particolarmente alti dei Bot e dei Btp a medio e lungo termine. Nelle prossime emissioni saranno inclusi anche alcuni Btp Short Term. Le date da segnarsi sono:
il 24 settembre l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
il 25 settembre l’asta dei Bot;
il 26 settembre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
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