Tiziana Siciliano, che da
procuratrice aggiunta di Milano coordinava il pool che nel 2025
iscrisse il sindaco Beppe Sala nel registro degli indagati
nell’ambito della maxi-inchiesta sull’urbanistica, rinuncia a
candidarsi alle prossime elezioni comunali. “Avevo messo in
conto di essere coinvolta nelle normali polemiche, anche le più
aggressive, delle campagne elettorali, ma i gravi attacchi a
base di falsità e insinuazioni legati alla mia passata
professione, seguiti alla sola dichiarazione di disponibilità,
mi hanno imposto una riflessione alle cui conclusioni sono
giunta ora”, dice la magistrata in pensione a Open.
In pensione dalla fine dello scorso anno, Siciliano ha
seguito processi di grande rilevanza mediatica: dal caso Ruby a
quello sulla clinica Santa Rita, ribattezzata la ‘clinica degli
orrori’, a quello sul disastro ferroviario di Pioltello del
2018, dal processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo
all’incendio della Rsa Casa per coniugi. A inizio estate la
notizia della sua candidatura nella lista civica promossa da
Massimiliano Lisa ‘Milano Libera’, che sarà comunque in lizza,
ha scatenato numerose polemiche: “C’è chi ha voluto vederci la
finalizzazione di una volontà di carriera politica già esistente
quando ancora ero in magistratura”, racconta al quotidiano
online la pm che prima di andare in pensione ha condotto anche
le indagini sull’urbanistica contro il Comune.
Di qui il passo indietro, per “non coinvolgere in malsane
polemiche l’istituzione di cui sono onorata di avere fatto parte
per 40 anni e a cui sento ancora, moralmente, di appartenere”, e
“preservare da ogni strumentalizzazione l’attività di chi
continua in modo imparziale a operare al servizio della cosa
pubblica e in particolare i colleghi della Procura che hanno
lavorato con serietà e impegno”.
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