(ANSA-AFP) – BERLINO, 22 FEB – Un ministro tedesco ha
abbandonato ieri sera la cerimonia di chiusura del Festival del
cinema di Berlino dopo che uno dei premiati, il regista
siro-palestinese Abdallah Al-Khatib, ha accusato la Germania di
complicità nel “genocidio” commesso da Israele a Gaza. Il
ministro socialdemocratico dell’Ambiente Carsten Schneider ha
abbandonato la cerimonia ieri sera a causa di dichiarazioni
“inaccettabili”, ha affermato il suo ministero. Il regista
siro-palestinese Abdallah Al-Khatib, che ha ricevuto il premio
per la migliore opera prima con “Cronache dall’assedio”, ha
affermato nel suo discorso che il governo tedesco “è complice
del genocidio a Gaza perpetrato da Israele. Credo che siate
abbastanza intelligenti da riconoscere questa verità”.
Schneider era l’unico membro del governo tedesco presente
alla cerimonia, sebbene non lo rappresentasse, ha dichiarato il
suo ministero all’Afp. Il ministero della Cultura tedesco,
contattato dall’Afp per scoprire il motivo dell’assenza del suo
ministro Wolfram Weimer, non ha risposto immediatamente. Un
esponente di spicco del partito conservatore del cancelliere
Friedrich Merz, Alexander Hoffmann, ha denunciato quelle che ha
definito “scene ripugnanti” di “antisemitismo” durante la
cerimonia. “Le accuse di genocidio, gli sfoghi antisemiti e le
minacce contro la Germania alla Berlinale sono assolutamente
inaccettabili”, ha dichiarato al Bundestag Hoffmann, presidente
della Csu, il partito bavarese alleato dell’Unione
Cristiano-Democratica di Merz. Il sindaco di Berlino, Kai
Wegner, membro della Cdu, ha dichiarato al quotidiano Bild che
“l’aperta manifestazione di odio verso Israele è in diretta
contraddizione con ciò che questo festival rappresenta”.
Oltre 80 professionisti del cinema hanno criticato il
“silenzio” della Berlinale sulla guerra a Gaza in una lettera
aperta, accusando il festival di censurare gli artisti “che
rifiutano il genocidio” che, a loro avviso, Israele ha commesso
a Gaza. La pluripremiata scrittrice indiana Arundhati Roy si è
ritirata dal festival dopo che il presidente della giuria Wim
Wenders, interrogato su Gaza, ha dichiarato che il cinema
dovrebbe “restare fuori dalla politica”. (ANSA-AFP).
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