Ad Aldo Cazzullo è stato
assegnato il riconoscimento ‘Testimone dell’Informazione’ per il
Premio Franco Marchiaro.
“Il racconto dell’attualità, italiana così come
internazionale – si legge nella motivazione del premio – e
l’analisi delle grandi tappe della Storia: un viaggio a due
velocità che permette un vero approfondimento, presupposto
fondamentale per districarsi in un mondo sempre più complesso.
È il giornalismo che Aldo Cazzullo, vicedirettore ad personam
del Corriere della Sera – si legge ancora – interpreta da molti
anni e con crescente successo, grazie a capacità divulgative non
comuni, che rendono la circolazione delle informazioni un
patrimonio alla portata di tutti. Un lavoro che si svolge
attraverso più canali: il quotidiano cartaceo, le piattaforme
digitali, la televisione, i libri diventati best seller delle
classifiche nazionali. Dimostrando così quella duttilità che fa
di Cazzullo un interprete ideale dei processi comunicativi
contemporanei. Un vero ‘Testimone dell’informazione’, che
dimostra quanto il buon giornalismo sia un valore prezioso oggi
più che mai”.
Nell’occasione è stato presentato il bando della 12e/a
edizione del ‘Marchiaro’ – promosso della Fondazione SolidAL
Ets, con il contributo della Fondazione Cra – che prevede anche
un premio dedicato alla memoria di Umberto Eco a 10 anni dalla
scomparsa. La proposta si basa su due presupposti: la famosa
frase pronunciata nel 2015: “I social media hanno dato diritto
di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano soltanto al
bar e dopo un bicchiere di vino, mentre oggi hanno lo stesso
diritto di parola di un Premio Nobel”. E la considerazione
riportata dal figlio Stefano Eco che, da quando suo padre disse
quella frase, “non sono scomparsi haters e sprovveduti, ma ci
sono sempre più persone che fanno informazione di qualità su
queste piattaforme e le vorremmo premiare”.
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