Le Borse europee proseguono in
netto calo mentre aumenta l’incertezza sui negoziati tra Usa e
Iran e le prospettive di riapertura dello stretto di Hormuz. Uno
scenario che alimenta le scommesse sull’ipotesi di aumento
dell’inflazione e di un intervento delle banche centrali sui
tassi. Sul fronte valutario l’euro è poco mosso a 1,1762 sul
dollaro.
L’indice d’area stoxx 600 cede l’1,1%. In flessione
Francoforte (-1,6%), Madrid (-1,2%), Parigi (-1,1%) e Londra
(-0,6%). I principali listini sono appesantiti dai comparti
delle auto (-2,2%) e del lusso (-2%). Male anche le compagnie
aeree (-3,7%). Scivolano le banche (-2%). Acquisti sulle utility
(+0,6%), con il prezzo del gas che sale del 4,7% a 40,60 euro al
megawattora. Balzo del settore azionario dell’energia (+2,7%),
in linea con l’andamento del prezzo del petrolio. Il Wti
guadagna il 7,1% a 89,80 dollari al barile. Il Brent sale del
6,05% a 95,85 dollari.
In tensione i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è
stabile a 74 punti, con il rendimento del decennale italiano che
sale di sei punti base al 3,74% e quello tedesco al 2,99%. In
aumento anche i tassi della Grecia al 3,70% (+6 punti), della
Francia al 3,62% (+5 punti) e della Spagna al 3,43% (+5 punti).
In lieve rialzo il prezzo dell’oro che guadagna lo 0,1% a 4.794
dollari l’oncia.
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