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Borse europee: ultima seduta in rosso in attesa riunioni banche centrali

di Redazione Corriere Politico
25/04/2026
in Economia Italiana
Borse europee: ultima seduta in rosso in attesa riunioni banche centrali

L’ultima seduta della settimana si chiude in ribasso per le Borse europee, influenzate principalmente dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che continuano a frenare le prospettive di una rapida soluzione del conflitto. Madrid registra la flessione più marcata, mentre Francoforte è la migliore e si posiziona vicina alla parità, trainata dalla performance di SAP.
Sul fronte macroeconomico, in Germania, ad aprile, l’indice IFO è sceso da 86,3 a 84,4 (minimo da maggio 2020) con un deterioramento non solo delle aspettative (come era successo a marzo), ma anche della situazione corrente (a segnalare che gli effetti della crisi in Medio Oriente stanno iniziando a frenare l’attività economica). Per quanto riguarda le banche centrali, la Bank of Russia ha deciso di ridurre il tasso di riferimento di 50 punti base, portandolo al 14,5% e proseguendo il graduale allentamento della politica monetaria.

Gli indici europei
Tra le principali Borse europee ferma Francoforte, che segna un quasi nulla di fatto, preda dei venditori Londra, con un decremento dello 0,75%, e si concentrano le vendite su Parigi, che soffre un calo dello 0,84%.
Il listino milanese archivia la seduta poco sotto la parità, con il FTSE MIB che lima lo 0,52%; sulla stessa linea, in lieve calo il FTSE Italia All-Share, che archivia la giornata sotto la parità a 50.119 punti. Poco sotto la parità il FTSE Italia Mid Cap (-0,62%); come pure, negativo il FTSE Italia Star (-0,84%).
I titoli a Piazza Affari
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Prysmian (+4,00%), Saipem (+2,72%), STMicroelectronics (+1,31%) e Generali Assicurazioni (+0,61%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Avio, che ha chiuso a -7,15%. Pessima performance per Stellantis, che registra un ribasso del 4,94%. Sessione nera per Fincantieri, che lascia sul tappeto una perdita del 4,63%. Vendite su Leonardo, che registra un ribasso del 3,02%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, NewPrinces (+2,74%), Cementir (+2,38%), Revo Insurance (+2,11%) e RCS (+1,64%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Fiera Milano, che ha chiuso a -3,62%. Seduta negativa per Safilo, che mostra una perdita del 2,78%. Sotto pressione Webuild, che accusa un calo del 2,53%. Scivola Ariston Holding, con un netto svantaggio del 2,48%.
Il nodo petrolio
L’annuncio di giovedì sera di un cessate il fuoco tra Israele e Libano ha avuto scarso impatto sul prezzo del petrolio, che si è ripreso attestandosi intorno ai 105 dollari al barile per quanto riguarda il Brent. Anche i prezzi di diversi prodotti petroliferi raffinati, come il gasolio e il cherosene, sono tornati a salire. Fonti giornalistiche hanno suggerito che i negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguiranno in Pakistan durante il fine settimana. Il collegamento con i negoziati è importante, ma il mercato energetico è preoccupato dal fatto che il traffico di petroliere nello stretto non abbia ancora iniziato a riprendersi. Secondo Reuters, nelle ultime 24 ore sono transitate nello stretto solo cinque navi, rispetto a una media di 140 navi al giorno prima della guerra.
Le riunioni delle banche centrali
La prossima settimana sarà ricca di riunioni delle banche centrali, che però dovrebbero evitare di mutare i tassi in attesa di conoscere i pieni risvolti della crisi in Medio Oriente. La BCE dovrebbe mantenere invariata la sua politica monetaria e il tasso sui depositi al 2,00%. Le prospettive di inflazione sono chiaramente peggiorate a causa dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente e dell’impennata dei prezzi dell’energia.
È molto probabile che la Fed mantenga i tassi di interesse invariati nella riunione del 29 aprile. La guidance sui tassi sarà probabilmente limitata, data l’elevata incertezza e con Jerome Powell prossimo alla fine del suo mandato come presidente. Come altre importanti banche centrali, la Banca d’Inghilterra adotta un atteggiamento attendista e con ogni probabilità manterrà il tasso di riferimento al 3,75% nella riunione della prossima settimana (la decisione è prevista per giovedì). La Banca del Giappone dovrebbe mantenere il tasso di riferimento invariato allo 0,75% martedì.

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