In occasione dell’asta dei BOT annuali che si tiene nella giornata di oggi, si presenta una domanda fondamentale per famiglie e piccoli risparmiatori alla ricerca di un impiego sicuro per la propria liquidità: conviene sottoscriverli subito o è meglio attendere le prossime emissioni?
Per rispondere a questa domanda occorre valutare le aspettative sui tassi d’interesse, la durata dell’investimento e le alternative attualmente disponibili sul mercato per la gestione dei risparmi.
Il quadro dell’asta dei BOT
I Buoni Ordinari del Tesoro a 12 mesi continuano a raccogliere l’interesse dei risparmiatori privati grazie alla loro natura di strumenti a breve termine, caratterizzati da rischio emittente contenuto e da una gestione fiscale agevolata. Tra gli elementi principali dell’emissione ci sono:
la tassazione agevolata sui rendimenti applicata al 12,5%, anziché al 26% come per gli altri prodotti finanziari;
l’esenzione totale dall’imposta di successione;
il meccanismo di scarto d’emissione, in cui il rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto sotto la pari e il valore di rimborso a 100.
Perché conviene acquistare subito
Sottoscrivere immediatamente i BOT all’asta presenta alcuni vantaggi strategici per chi intende consolidare il rendimento nel breve periodo:
protezione dal rischio di ribasso dei tassi: bloccare un rendimento certo a 12 mesi mette al riparo il capitale nell’ipotesi in cui la Banca Centrale Europea decida di proseguire con l’allentamento monetario nelle prossime riunioni;
gestione della liquidità a vista: la scadenza annuale permette di programmare il rientro delle somme a breve termine senza vincolare le risorse su orizzonti pluriennali;
assenza di rischio prezzo se tenuti a scadenza: a differenza dei titoli a medio-lungo termine, portando il BOT fino alla maturazione si elimina la sensibilità alle oscillazioni di mercato.
Perché conviene aspettare
Dall’altro lato, ci sono sempre degli elementi che spingono verso un atteggiamento più cauto o verso la diversificazione del portafoglio.
Il primo riguarda l’incertezza sull’evoluzione dell’inflazione. Se le pressioni sui prezzi dovessero mostrare una persistenza inattesa, la Bce potrebbe rallentare il taglio dei tassi, rendendo potenzialmente più generose le aste dei mesi successivi.
Per chi non ha la necessità di liquidare le somme entro un anno, bloccare il rendimento per un arco temporale più esteso tramite i Btp a medio o lungo termine permette di proteggere le entrate da cedola più a lungo.
Infine, occorre considerare l’eventualità di spese impreviste: la necessità di accedere a liquidità immediata potrebbe costringere a disinvestire la somma prima dei 12 mesi, trovandosi a rivendere il titolo sul mercato secondario prima della scadenza naturale con il rischio di realizzare un rendimento inferiore.
Come orientare la scelta di investimento
La decisione tra l’adesione immediata all’asta e l’attesa di nuove occasioni dipende primariamente dal proprio profilo di rischio e dalle esigenze individuali di liquidità.
L’acquisto immediato risponde all’esigenza di mettere al sicuro la giacenza di breve periodo stabilizzando il rendimento prima di eventuali ulteriori cali dei tassi di interesse. Diversamente, attendere o frazionare il capitale su scadenze differenti rappresenta una strategia d’attesa utile per chi desidera monitorare l’evoluzione della politica monetaria europea prima di impegnare l’intera liquidità.



