È bufera nel Regno Unito sul
celebre attore comico John Cleese, uno dei quattro membri
superstiti dei Monty Python, protagonisti assoluti dell’humour
britannico all’insegna dell’irriverenza fra gli anni Sessanta e
Ottanta, dopo la dichiarazione shock sul suo profilo di X in cui
è arrivato a dire: “Credo che alcune culture siano migliori di
altre”. La frase, che allude a una presunta superiorità delle
società occidentali, è stata accompagnata da una tirata contro
chi pratica “la lapidazione, le percosse alle mogli, la
mutilazione genitale femminile e la decapitazione degli
oppositori”. È arrivata inoltre dopo il suo endorsement pubblico
a Rupert Lowe, deputato transfuga del trumpiano Reform Uk di
Nigel Farage, che ha dato vita a Restore Britain, un partito
ancora più a destra di quello dell’ex tribuno della Brexit e
sostenuto da Elon Musk. “Mi fido di quest’uomo più di qualsiasi
altro leader”, ha scritto l’86enne Cleese sempre sui social, per
poi respingere le tante accuse di razzismo, arrivate anche dai
suoi fan. In altri sfoghi online aveva definito il sindaco
laburista di Londra, Sadiq Khan, di origini familiari pachistane
e di fede musulmana, come un “ometto sciocco”, parlando del
rischio di una diversità etnica e culturale capace di “prendere
il controllo” del Regno, fino ad affermare che “i valori
tradizionali britannici” sarebbero “sotto attacco da parte dei
sistemi di credenze islamici”. Ha così raccolto tante critiche
sui social di quanti gli ricordano il suo passato e l’epoca in
cui i Monty Python erano stati perfino accusati di blasfemia per
il loro film ‘Life of Brian’, sulle vicende d’un immaginario
Brian di Nazareth, sebbene i comici mirassero a deridere il
fanatismo ideologico e non la figura di Gesù.
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