“Dopo la rivoluzione industriale la
produttività negli Stati Uniti d’America aumentava a tassi del
2% all’anno”. Lo ha ricordato l’economista Carlo Cottarelli,
direttore del Programma di educazione per le scienze economiche
e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel panel
“Da io mercato a io robot. Il futuro dei giovani è già
scritto?”, al Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal
Gruppo Il Sole 24 Ore e da Trentino Marketing per conto della
Provincia autonoma di Trento. “La cosa misteriosa è che in
questa terza rivoluzione industriale basata sui computer, su
internet, sulla robotica e adesso sull’intelligenza artificiale
la produttività non cresceva in modo particolarmente rapido:
parliamo dello 0,6-0,7% nel primo ventennio di questo secolo.
Perché? Un’interpretazione è che in confronto a quello che hanno
attraversato i nostri nonni e bisnonni forse ci stiamo muovendo
ad una velocità più moderata che in passato. A partire dal 2023,
però, cominciamo a vedere livelli più elevati di produttività”,
ha aggiunto Cottarelli.
Francesca Negrello, ricercatrice all’Istituto Italiano di
Tecnologia e Lab manager del JOiiNT Lab, ha parlato del ruolo
dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. “La sfida di
frontiera è guardare come l’intelligenza artificiale può
aiutarci in tutte le attività più muscolari. Iniziamo a parlare
di intelligenza fisica. C’è un fortissimo connubio tra
l’intelligenza artificiale e la sua capacità di agire sulla
realtà. Gli antichi greci usavano la parola phronesis per
riferirsi all’intelligenza che interagisce con la realtà.
Dobbiamo chiederci come dev’essere fatto il corpo di un robot
che interagisca al nostro fianco”, ha spiegato. “Avere a
disposizione un robot avatar che mi permette di decidere il
livello di autonomia del robot mi permette di efficientare i
tempi e le operazioni”.
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