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Home Economia Italiana

Crisi energetica, l’Ue ha un piano: dallo smart working ai mezzi gratuiti

di Redazione Corriere Politico
19/04/2026
in Economia Italiana
Crisi energetica, l’Ue ha un piano: dallo smart working ai mezzi gratuiti

Con lo Stretto di Hormuz nuovamente chiuso, la speranza di un ritorno alla normalità entro maggio ha lasciato il posto a piani di emergenza. L’Europa si sta preparando alla crisi energetica con misure di contenimento. Si tratta del cosiddetto “Accelerate Eu”, un piano stilato dalla Commissione europea che vuole fornire ai Paesi membri una serie di misure per fronteggiare la crisi che sta già impattando sulla quotidianità.
Sono misure come intervenire verso lo smart working favorendo il telelavoro almeno una volta a settimana, la riduzione dei costi dei mezzi pubblici e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Il piano, ancora una bozza, è un insieme di consigli non obbligatori e ogni Paese potrà decidere se adottarli o meno. La Spagna ha già risposto, dicendosi contraria allo smart working. È anche il Paese che sta soffrendo meno la crisi e che ha portato il proprio modello di energia a Bruxelles.

Accelerate Ue: cos’è e quando arriva
Accelerate Ue è il nome del piano al quale sta lavorando la Commissione europea e che dovrebbe vedere ufficialmente la luce il 22 aprile 2026. Si tratta di un pacchetto di misure consigliate, quindi non obbligatorie, per contenere l’impatto della crisi energetica.
Il tema è la riduzione dei consumi complessivi in tutta l’Unione Europea e per farlo si punta su trasporti, riscaldamento domestico e organizzazione del lavoro. Anche se su base volontaria, l’impianto delle misure descrive un modello nuovo di consumo energetico. L’idea è quella di cambiare le abitudini quotidiane dei cittadini, per esempio con prezzi ridotti dei biglietti dei mezzi di trasporto o il telelavoro.
Il piano non ha stanziamenti e punta a utilizzare risorse già disponibili come i fondi europei e nazionali. Più che una soluzione al problema, Accelerate Eu si presenta come una serie di raccomandazioni per affrontare nel breve periodo l’emergenza e proporre un modello più efficiente e resiliente in caso di nuove emergenze o del protrarsi dell’attuale.
Mobilità: mezzi pubblici e smart working
Con il prezzo del petrolio che sale e scende a ogni dichiarazione sullo stretto di Hormuz, tra le misure si consiglia una maggiore accessibilità ai mezzi di trasporto pubblico. Nella bozza che circola online, ripubblicata in alcuni estratti da Agi e Ansa, si fa riferimento a tariffe agevolate o gratuite per le categorie più fragili.
La parola d’ordine è “mobilità sostenibile” attraverso i mezzi pubblici, ma anche la ciclabilità, la micromobilità e l’elettrificazione. Per ridurre lo spostamento in auto si punta anche a zone a traffico limitato e giornate senza auto nelle città.
Per il capitolo smart working invece viene consigliato di favorire il telelavoro almeno una volta a settimana, riducendo i consumi per le imprese e lo spostamento per i lavoratori.
Riduzione dei consumi: il riscaldamento
Nella bozza si parla di contenere i consumi domestici e degli edifici pubblici intervenendo sul riscaldamento e la climatizzazione. Si può migliorare l’efficienza degli impianti, ma questo processo richiede più tempo che mettere in atto quelli che sono descritti come comportamenti più consapevoli.
Tra questi:

riduzione delle temperature;
spostamento dei consumi fuori dalle ore di punta;
ottimizzazione degli impianti;
interventi su illuminazione degli edifici pubblici.

Sostegno alle famiglie e alle imprese
Infine, ma non per importanza, il fronte dei consumi domestici e delle imprese. Per quanto riguarda le famiglie più vulnerabili, il piano prevede l’introduzione di voucher energetici per abbassare i prezzi o l’impatto dell’aumento dei prezzi delle bollette di luce e gas per i redditi più bassi.
La Commissione europea ha consigliato anche nuovi incentivi fiscali e strumenti di leasing agevolato per favorire la diffusione di tecnologie efficienti come le pompe di calore, gli impianti fotovoltaici e elettrodomestici a basso consumo.
Alle imprese spetta il capitolo dell’efficientamento energetico, con incentivi che permettano di sostituire le tecnologie o obsolete o basate su combustibili fossili e accelerare la transizione ecologica.

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