Il pm del tribunale di Imperia
Lorenzo Fornace ha chiesto l’assoluzione “perché il fatto non
sussiste” per Claudio Scajola, sindaco e presidente della
provincia di Imperia, finito a processo con l’accusa di
favoreggiamento nei confronti dell’imprenditore Antonio
Maiolino, titolare di un’officina in città. La richiesta è
arrivata al termine della requisitoria davanti alla giudice
Francesca Di Naro. In aula anche l’avvocato Elisabetta Busuito,
difensore del primo cittadino.
Scajola era accusato di aver intimato all’ex comandante della
polizia municipale imperiese Aldo Bergaminelli di non effettuare
un sopralluogo in un terreno di zona Caramagna, dove il
meccanico ‘sfrattato’ dalla precedente sede (per motivi
riguardanti l’apertura di una rotonda, ndr) stava cercando di
aprire una nuova officina in un terreno però non edificabile. Il
pm ha ricostruito la vicenda partendo dall’accertamento di
presunti abusi edilizi e paesaggistici contestati al meccanico.
Gli accertamenti erano scattati su iniziativa del nucleo
carabinieri forestali di Imperia, sulla base di una fonte
confidenziale.
Nelle precedenti udienze, Scajola aveva respinto le accuse
mosse dalla Procura: “Il signor Antonio Maiolino, che
peraltro non ho mai conosciuto, è un meccanico a Imperia la cui
officina si trovava nella zona tra viale Matteotti e via Trento,
dove sarebbero iniziati i lavori per la pista ciclabile – aveva
detto Claudio Scajola -. Non è stato ‘favorito’, anzi. Poiché
era stato penalizzato, ritenevo fosse giusto che non fosse
abbandonato. Qualcuno vuol vederci favoreggiamento, io lo chiamo
fare il sindaco: metterci la testa e metterci il cuore”.
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