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Fine vita, legge nella ‘palude’ del Senato. Fdi: “Nodo tecnico”. Pd accusa: “Presa in giro”

di Redazione Corriere Politico
26/09/2026
in Politica, Primo Piano
Fine vita, legge nella ‘palude’ del Senato. Fdi: “Nodo tecnico”. Pd accusa: “Presa in giro”

26 settembre 2026 | 00.32

LETTURA: 3 minuti

Dopo la Toscana e la Sardegna, tocca all’Emilia Romagna. Ancora una volta le leggi regionali sul suicidio medicalmente assistito, al momento solo il Veneto viene risparmiato, finiscono sotto la scure del governo, con la decisione di Palazzo Chigi di impugnarle davanti alla Corte costituzionale. Una battaglia tra poteri che si combatte sullo sfondo dell’assenza di un legge nazionale. A sette anni di distanza dalla storica sentenza della Consulta, la 242/2019, che sancì che non è punibile chi aiuta a morire una persona affetta da patologia irreversibile, fatte salve alcune condizioni, e nonostante le ripetute sollecitazioni della Consulta a legiferare, in Parlamento ancora è tutto fermo.

Lo stallo in Senato
Al momento lo stallo è in Senato dove, nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità, sono fermi due testi: il ddl Bazoli per l’opposizione e quello Zanettin (Fi)-Zullo (Fdi) per la maggioranza. Le differenze principali tra i due testi riguardano le condizioni per accedere alla richiesta, più ristrette nella proposta del centrodestra rispetto a quelle indicate dalla sentenza della Corte, i comitati che devono dare l’assenso e il ruolo del Servizio sanitario nazionale, con il centrosinistra che punto all’accesso gratuito con la sanità pubblica e il centrodestra che vuole che tutto si svolga fuori dal Ssn.

Da giugno, dopo la richiesta di sospensiva di Fratelli d’Italia ufficialmente chiesta per “trovare una mediazione”, tutto è ritornato nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità e sembra destinato a un binario morto. “E’ tutto fermo. La commissione competente non è stata più riconvocata dopo la ripresa dei lavori a seguito della pausa estiva. Sul nostro testo Zanettin-Zullo, con gli emendamenti di Stefania Craxi, eravamo in attesa dei pareri del governo ma non sono più arrivati”, dice all’AdnKronos il senatore Pierantonio Zanettin che per Forza Italia segue il dossier. Dalla commissione, però, il presidente Francesco Zaffini (Fdi) nega che il nodo sia politico. “Non abbiamo sciolto il nodo tecnico – spiega all’AdnKronos – . Al momento non abbiamo indicazioni utili dall’Istituto superiore di sanità su quando potrà mettere in campo un dispositivo che consenta l’autosomministrazione a quei soggetti totalmente immobilizzati, visto che trattatasi di suicidio assistito e non di eutanasia. Noi stiamo continuando a sollecitare l’Iss. Tutto il resto è sciolto, abbiamo un testo che può essere votato. Noi dobbiamo rivederci con l’Istituto superiore di sanità che viene a dire ‘il dispositivo è a disposizione’. Detto questo, noi siamo pronti e andiamo in aula”.

Una spiegazione liquidata come “una emerita sciocchezza, una presa in giro” dal senatore dem Alfredo Bazoli, interpellato dall’AdnKronos. “Non c’è bisogno di un macchinario per fare una legge. Siamo a livelli incommentabili. A parte che il dispositivo c’è ma il punto è che se si vuole fare una legge si fa, poi gli aspetti pratici sono un’altra cosa”. In sintesi per Bazoli siamo “nella palude”. Una palude “in cui ci ha messo quel centrodestra che sostanzialmente non vuole fare la legge. Nonostante La Russa dia a parole una disponibilità a lavorare nella stessa direzione alla fine i comportamenti sono in palese contraddizione: non si convoca la commissione, non c’è più un orizzonte temporale definito. La verità è che il centrodestra non vuole affrontare il tema del fine vita e non sono disponibili ad arrivare fino in fondo. E’ una scelta deliberata”. Bazoli ricorda quando, a giugno, il ddl a sua firma fu fatto tornare in commissione. “Nonostante i proclami di Forza Italia, io dissi subito ‘voi state semplicemente facendo morire la legge sul fine vita perché anche voi sapete che riportarla in commissione significa non approvarla in questa legislatura’. I fatti mi stanno dando ragione”.

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