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Forza Italia, Follini: “Famiglia Berlusconi ‘vede’ nuova mappa in caso pareggio a elezioni”

di Redazione Corriere Politico
26/04/2026
in Politica, Primo Piano
Forza Italia, Follini: “Famiglia Berlusconi ‘vede’ nuova mappa in caso pareggio a elezioni”

“Si muove con passo felpato, la famiglia Berlusconi. Qualche apertura inattesa sui temi dei diritti civili. Qualche punzecchiatura garbata al governo, subito seguita dalle più canoniche rassicurazioni sulla lealtà al centrodestra. Una manifestazione per la Resistenza condivisa con il Pd. E soprattutto una discreta ma inequivocabile presa di possesso del partito di Forza Italia. Cambiando per ora i due capigruppo. Ma con l’aria di voler cambiare molte altre cose. Se l’irruzione del Cav a suo tempo era stata, per l’appunto, una vera e propria cavalcata a passo di carica, con tutto l’impeto del caso, i suoi eredi sembrano ora invece procedere con gradualità, prudenza, circospezione. Alla Gianni Letta, per riassumere un modo in un nome. Ma in un quadro dove tutti appaiono fermi, immobili, fissati in una postura che si ripete immutabile e quasi dogmatica di volta in volta, i figli di Berlusconi sembrano invece voler scommettere sul progressivo scompaginarsi degli attuali equilibri politici. E’ presto per dire dove tutto questo andrà a parare. Per ora si segnala qualche errore di forma (non si affrontano i problemi di un partito nei locali di un’azienda) e qualche segnale più interessante e magari perfino promettente. Si vedrà. Quello che è evidente però è che all’indomani del referendum sembra essersi riaperta nel nostro sistema politico l’antica e mai risolta disputa tra l’idea di una democrazia conflittuale e l’idea opposta di una democrazia più consensuale. Da un lato sta la nitidezza degli schieramenti: destra contro sinistra, governo contro opposizione. Dall’altro stanno tutte le variazioni in corso d’opera. E cioè quel continuo negoziato tra i partiti, e al loro interno, che mette in movimento dinamiche meno canoniche. E meno plebiscitarie, soprattutto. E’ un’inquietudine che non riguarda solo il coté berlusconiano. Il fatto è che si stanno riaprendo molti dei dilemmi che hanno accompagnato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Quei dilemmi che hanno lungamente diviso quanti pensavano che il movimento dei partiti sulla scacchiera parlamentare fosse una doverosa forma di flessibilità politica e di capacità di ascolto del rumore di fondo che di volta in volta saliva dal paese -e quanti invece ritenevano che il mandato conferito dagli elettori dovesse costituire un vincolo inesorabile e prescrittivo. Fino a diventare uno di quei vincoli oltre cui ci si sarebbe venuti a trovare nei territori dell’equivoco e perfino del tradimento del mandato ricevuto. Ora, non è dato sapere fin dove si spingerà il protagonismo di questa seconda edizione di Forza Italia. Ma se tutti questi segnali hanno un senso viene da pensare che l’avventura neo-berlusconiana non potrà che portare, prima o poi, a cercare di disegnare una diversa mappa dei rapporti politici. Prendendo atto che la rigidità degli schemi che ci ha guidato fin qui rischia di condurre oggi verso un vicolo cieco. E tanto più se il prossimo risultato elettorale dovesse essere in bilico tra uno schieramento e l’altro. Il famoso “pareggio” di cui tanto si almanacca. E’ curioso che a cogliere questo mutamento di scenario siano proprio gli eredi del Cav. Lui acclarato padre fondatore del bipolarismo negli ultimi anni del secolo scorso. I suoi figli sospetti patrocinatori di uno schema che sembra voler prendere forma prendendo le distanza dalla retorica che ci ha accompagnato tutti (o quasi tutti) lungo il cammino che avrebbe dovuti condurci verso le spiagge assolate di quel modello anglosassone che prescriveva di essere tutti, e per sempre, “o di qua o di là”. Segno che forse tutto quello che stava nel mezzo ci è sempre stato meno estraneo di quanto ci veniva suggerito di proclamare a quei tempi. Ormai diventati quasi lontani”. (di Marco Follini)

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