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Home Scienze

Geodinamica e sismologia nel Mar Adriatico grazie alla campagna oceanografica TRACE

di Redazione Corriere Politico
02/06/2026
in Scienze
Geodinamica e sismologia nel Mar Adriatico grazie alla campagna oceanografica TRACE

Con la partenza dal porto di Bari della nave da ricerca R/V Gaia Blu, ha preso ufficialmente il via la campagna oceanografica internazionale denominata TRACE (South Adriatic Passive Seismic Experiment). L’iniziativa scientifica è focalizzata sullo studio multidisciplinare della sismicità e della struttura geologica profonda nella porzione meridionale del Mare Adriatico, estendendo le attività di rilevamento idrografico e geofisico all’interno delle rispettive Zone Economiche Esclusive di Italia, Croazia e Montenegro.

L’obiettivo primario della missione risiede nel superamento dei limiti strutturali legati alla distanza delle stazioni di monitoraggio terrestri rispetto agli epicentri sottomarini. Per colmare questo deficit di osservazione, il protocollo operativo prevede il posizionamento di venti sismometri ancorati al fondale marino a una profondità compresa tra gli 800 e i 1200 metri. I dispositivi rimarranno operativi in loco per un periodo minimo di un anno, consentendo la registrazione continua e sistematica dei fenomeni sismici naturali dell’Adriatico meridionale. Questo flusso costante di dati strumentali permetterà di localizzare con precisione geometrica le faglie attive e di analizzare la dinamica profonda della crosta terrestre in un settore geografico finora caratterizzato da lacune osservative.

Sismometro a pelo dell’acqua poco prima del suo inabissamento. crediti immagine INGV

Le evidenze raccolte nel corso dell’esperimento sismico passivo forniranno elementi utili per chiarire l’assetto strutturale della placca Adriatica e i suoi complessi rapporti di convergenza con la placca europea. L’indagine geologica punta a definire le variabili meccaniche che governano i terremoti e i fenomeni di instabilità sottomarina dei versanti. Sotto il profilo istituzionale, il progetto TRACE si sviluppa attraverso un consorzio internazionale che unisce l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con la Dalhousie University, l’Università di Zagabria e l’Institute of Hydrometeorology and Seismology del Montenegro. Alla rete di cooperazione partecipano inoltre l’ente francese Centre national de la recherche scientifique (CNRS) e l’Institut de Physique du Globe de Paris (IPGP).
Il piano di finanziamento e acquisizione dei dati sismici è supportato dal progetto SAKURA, una linea di ricerca specifica inserita nell’ambito del programma istituzionale INGV ROSE (Reinforcement of the Observational Systems of the Earth). I modelli geofisici derivanti dall’elaborazione dei dati raccolti sul fondale adriatico avranno immediate ricadute sia sulla ricerca scientifica di base sia sull’ingegneria applicata alla mitigazione dei rischi naturali. Una conoscenza dettagliata della sismicità offshore consentirà infatti alle autorità competenti di ottimizzare i piani di protezione civile, aggiornare le mappe di pericolosità e rafforzare i criteri di sicurezza per la progettazione e la manutenzione delle reti infrastrutturali situate lungo i litorali dei paesi costieri coinvolti.

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