“Non può esistere un sistema
culturale nazionale senza un rapporto di profonda fiducia con il
mondo bancario, che è il veicolo di questa coesione. Quando le
banche esprimono una classe dirigente all’altezza del loro
grande compito sociale, diventano un punto di riferimento
imprescindibile per l’intero Paese.” Lo ha dichiarato il
Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo a Roma
presso la sede dell’Abi alla presentazione della quarta edizione
di “è cultura!”, la manifestazione promossa da Abi e Acri, con
la partecipazione della Banca d’Italia. “Credo che l’istituzione
bancaria, in quanto portatrice di una funzione che si fa carico
di una responsabilità ulteriore, debba vivere della fiducia del
risparmiatore”, ha sottolineato Giuli. “Dobbiamo operare con una
logica che faccia del sostegno all’arte e al patrimonio un
criterio di coesione sociale e culturale. Senza una visione
culturale di sostegno, il vero patrimonio non avrebbe la
possibilità di esprimersi e programmarsi. Fare programmazione
culturale significa sapere che esistono le fondazioni e che
garantiscono stabilità, continuità e omogeneità al sistema.” Il
Ministro ha poi rimarcato la necessità di superare i vecchi
schemi: “Il mecenatismo isolato dei singoli donatori del passato
lascia spazio oggi a un mecenatismo comunitario e diffuso. La
cultura o è comunitaria, condivisa e partecipata, o non è. Non
può esistere una cultura unicamente sussidiata dal pubblico:
deve esserci una sinergia virtuosa tra pubblico e privato.
Aprire questi palazzi non è un atto di facciata, ma un gesto di
responsabilità pubblica e di senso del dovere. Intere filiere,
dal cinema allo spettacolo dal vivo, non esisterebbero senza
questo supporto di fiducia.”
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