Ascolta la versione audio dell’articoloAutentici come la savana africana, inviolati dal business dei safari, profondamente unici. Gli animali, i paesaggi, le albe e i tramonti protagonisti del libro fotografico “Hunters” di Nadezhda Kireyeva (prefazione di Denis Curti; 24 ORECultura; cartonato; 24 x 33 cm; 214 pagine; 65 euro) accompagnano i lettori in un viaggio attraverso Botswana, Kenya, Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Namibia e Sudafrica; ogni capitolo è introdotto da un testo di presentazione dell’autrice. Nelle immagini, mai casuali, della fotografa e artista il racconto dei contrasti fra la natura del Continente Nero e l’equilibrio, sempre più in pericolo, della fauna e della flora.Una selezione di fotografie che spiazza il lettore appassionato d’Africa, uno sguardo personalissimo che va oltre la suggestione per ricordare il diritto di esistere di ogni essere vivente nel rispetto e nella libertà. Kireyeva non si lascia sedurre dall’esotismo dell’Africa, né dalle tante possibilità della nuove tecniche fotografiche alla portata di mano di ogni professionista e dilettante; l’artista, come uno scrittore indaga, scompone e ricompone i gesti ancestrali della natura e di chi l’anima, invita ad osservarli a fondo, per ritrovarvi il senso del Creato. Al suo desiderio di poesia affianca la realtà, con la sua macchina fotografica attraversa deserti, foreste, altopiani e coste selvagge.Loading…Selvagge meraviglie d’Africa nel libro Hunters di Nadezhda KireyevPhotogallery8 fotoVisualizzaUn percorso emotivo nella geografia dell’AfricaDall’alba nel Delta dell’Okavango al silenzio di Laikipia, dalla danza degli gnu nel Serengeti alle terre bruciate dello Zambia, fino ai deserti della Namibia e ai contrasti del Sudafrica. Nadezhda Kireyeva è fotografa, pittrice e designer di gioielli, inoltre sta studiando medicina con l’obiettivo di diventare medico genetico e creare una rete di riserve africane dedicate alla conservazione e alla salvaguardia del DNA delle specie selvatiche più fragili, come i ghepardi. Radicale e visionaria vuole usare la scienza, l’arte e la fotografia come strumenti per alimentare una nuova consapevolezza sulla relazione tra esseri umani, animali e pianeta. Il suo lavoro rende omaggio alla savana misteriosa in cui animali selvatici si fondono nella purezza dei paesaggi, nei volti delle donne e degli uomini che vi abitano. Ogni belva o luogo che incontra diventa una metafora dell’umanità contemporanea: dove la legge del più forte domina.Alla ricerca della dignità di ogni essere viventeKireyeva spiega che la sua fascinazione per il mondo animale inizia da lontano, nella casa di campagna dei nonni, fra cavalli, conigli, galline. Nel rapporto diretto, concreto e quotidiano con gli animali apprende il cerchio della sopravvivenza, scopre che molti animali con cui ha giocato sono poi finiti nel suo piatto e pensa che “cacciare per mangiare” sia inevitabile. Sarà la madre a darle un nuovo, fondamentale insegnamento; con la madre l’artista impara ad accudire e curare gli animali selvatici feriti, gli uccelli rapaci colpiti dall’uomo; sviluppa una sensibilità per ogni piccolo paziente, non vuole addomesticarli ma, una volta guariti, rimetterli, in libertà. Il padre, fotografo naturalista – celebre il suo reportage in Kamčatka per documentare la vita degli orsi – oltre a dare a Nadezhda le prime lezioni tecniche le trasmette le sue esperienze, riflessioni. Oggi la fotografa rivela uno sguardo consapevole sugli animali non idealizzato per questo le sue foto segnano un passaggio fra prima e dopo il racconto dell’Africa, fra l’immagine da cartolina e la verità. Ancora oggi nel universo della natura resistono comportamenti ancestrali, nessuno li potrà mai trasformare. Kireyeva li documenta per ricordare a tutti noi che dove tutto ha avuto inizio l’armonia continua.Hunters di Nadezhda Kireyeva , 24 ORECultura, cartonato; 24 x 33 cm; 214 pagine; 65 euro


