“Volevo stare solo con lui” ma poi
“uno è comparso in stanza e si è seduto sul letto. Il terzo è
arrivato dopo. Lo hanno chiamato al telefono”, quindi,
sopraffatta dalla paura, “ho chiuso gli occhi e mi sono finta
morta”. Così, in un’intervista a La Stampa, la studentessa
universitaria che ha denunciato di essere stata stuprata la sera
del 30 maggio 2025 da tre calciatori, che all’epoca militavano
nel Bra, squadra in quelle settimane promossa in serie C. “Ho
pensato: ‘qui muoio'” e prima di uscire, filmata di nascosto, ha
detto “che non ero andata lì con la forza. In quel momento
pensavo solo di andarmene. Di certo non volevo fare sesso di
gruppo”. Nei suoi incubi ha “dei flashback di quella sera. Sento
di avere mani
addosso”.
Nella casa è stata una “ventina di minuti”. “Ho avuto la
percezione” che gli atti sessuali fossero stati anche ripresi e
filmati, “ma la conferma l’ho avuta dalle indagini”. Materiale
condiviso su una chat: “volevano festeggiare la vittoria”.
Quando poi un’amica l’ha cercata. “sono andata via senza dire
nulla e mi sono fatta una doccia per un’ora”. La denuncia è
arrivata “tre giorni dopo”, confidandosi con un’amica.
La giovane conosceva di vista uno dei calciatori, estraneo
alla vicenda, e che “per aiutare i compagni” ha detto che la
ragazza voleva fare sesso di gruppo con i giocatori, “una
falsità”. Lo stesso con cui era in un locale, insieme a due
amiche e ad altri conoscenti, la sera del 30 maggio. “Poi ci
hanno raggiunti gli altri giocatori”, in tutto “sette o otto”.
Dei tre poi denunciati aveva già le “mani addosso. Le mie amiche
hanno cercato di separami”. Uno le piaceva “esteticamente”
quindi “ho accettato di seguirlo a casa sua. Ma volevo stare
solo con lui”. Dopo quella sera, la ragazza riferisce di aver
tentato più volte il suicidio e di assumere psicofarmaci.
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