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Ira dell’Italia, Meloni chiede le scuse su flotilla e valuta provvedimenti

di Redazione Corriere Politico
21/05/2026
in Politica, Primo Piano
Ira dell’Italia, Meloni chiede le scuse su flotilla e valuta provvedimenti

Gli attivisti della Flotilla, non solo sono stati sequestrati in acque internazionali, ma hanno subito in Israele “un trattamento incivile” guidato da un ministro del governo Netanyahu di “livello infimo”. Arriva a metà pomeriggio la durissima presa di posizione del presidente Sergio Mattarella che, dopo aver guardato con attenzione il video pubblicato dal ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir e letto le dichiarazioni del governo, non ha voluto contenere lo sdegno e ha condannato senza mezzi termini la condotta israeliana nei confronti degli attivisti detenuti nel centro di Ashdod.
Una presa di posizione in sintonia quindi con il governo che lo aveva preceduto convocando alla Farnesina l’ambasciatore israeliano a Roma per spiegazioni. L’Italia pretende le scuse di Israele, ha detto in sostanza la premier Giorgia Meloni mentre l’opposizione attaccava già dura chiedendo all’esecutivo una informativa urgente su quanto successo. Scuse che in serata non erano ancora arrivate anche se il premier Netanyahu è stato costretto ad intervenire con un blando dissociamento, apparso ai più formale, dal suo ministro, ma confermando a tutto tondo la bontà delle sue scelte rispetto alla Flotilla. Dopo il video di nel quale si vedeva con chiarezza come i militari israeliani avessero sparato dei colpi – probabilmente proiettili di gomma – sulle imbarcazioni prima degli abbordaggi, oggi Giorgia Meloni ha ritenuto che la misura era colma. “Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”, ha scritto la premier in una dichiarazione congiunta con il titolare della Farnesina Antonio Tajani. Che ha annunciato che, a mente fredda, saranno prese altre iniziative: “quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace”.
Concetto ribadito in serata all’ambasciatore israeliano dalla Farnesina: “il Governo italiano si riserva di valutare le iniziative politiche più opportune da prendere anche in sede europea”, ha confermato una nota del ministero. Anche se sembra riduttivo imputare tutte le scelte a Ben Gvir è su di lui che si concentrano le polemiche che sono ben definite dal ministro della Difesa Guido Crosetto che proprio a lui si rivolge su X: “noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele”.
Il clamore cresce di ora in ora e spinge anche la comunità ebraica ad intervenire: “il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla da Itamar Ben Gvir è “inaccettabile e grave”, ha affermato la presidente dell’Ucei Livia Ottolenghi. In questo clima le opposizioni azzannano il governo e chiedono conto alla premier Meloni sulle iniziative concrete da prendere: ora faccia scattare le sanzioni e lavori in Europa per arrivare alla chiusura dell’accordo Ue-Israele, chiedono all’unisono. “Il ministro degli interni di quel Paese, tronfio e in camicia nera, passa in rassegna – ha evidenziato Arturo Scotto del Pd – la sua polizia, insulta cittadini ammanettati e incita le sue milizie a malmenarli. Domando: quale è il limite? Quando qualcuno da quei banchi vuoti del governo dirà basta”. Di Sanzioni a Israele parla anche l’M5s: “noi vorremmo vedere un Paese e un continente che alzano la testa, che sanzionano Israele e interrompono ogni accordo commerciale con il governo più criminale che oggi c’è al mondo”, ha detto il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi nell’Aula della Camera.

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