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Iran. Il presidente di Assarmatori rassicura: “Nessun rischio per scorte di gas, ma bollette pagheranno l’instabilità”

di Redazione Corriere Politico
05/03/2026
in Finanza
Iran. Il presidente di Assarmatori rassicura: “Nessun rischio per scorte di gas, ma bollette pagheranno l’instabilità”

Mentre le tensioni in Medioriente non accennano a spegnersi, il mondo dello shipping italiano resiste. Nonostante l’escalation nel Golfo Persico, Assarmatori, l’associazione di categoria dell’industria della navigazione, lancia un messaggio rassicurante: nessun allarme per le scorte di gas e petrolio, ma il mercato dovrà inevitabilmente fare i conti con l’impennata dei costi logistici e assicurativi. “È difficile fare previsioni sul medio-lungo termine, ma ritengo che queste ripercussioni avranno più a che fare con un aumento dei prezzi che non un rischio per gli approvvigionamenti energetici” dice all’Adnkronos il presidente di Assarmatori, Stefano Messina. L’Italia, dallo scoppio del conflitto russo-ucraino ha saputo diversificare le fonti di provenienza del gas: “Non siamo dipendenti da quello che succede in una determinata area, ma certamente grandi sconvolgimenti come questi faranno salire i costi, rientra nella logica del mercato. Qualche rischio in più esiste invece per il greggio, anche se pure in questo caso non possiamo parlare di una dipendenza totale”. Le tensioni si sono espanse anche al settore assicurativo. Le compagnie assicurative “hanno disdettato per l’area del Golfo Perisco le coperture definite ‘extra war risk’: significa che le polizze devono essere ricontrattate caso per caso, come avviene normalmente in questi frangenti, se è prevista la navigazione in quella zona” spiega.

L’associazione monitora costantemente l’evolversi della situazione, ma più che emanare direttive il loro ruolo è di fare da collegamento tra le compagnie interessate a quanto sta accadendo nell’area e le Autorità italiane e internazionali. “Abbiamo rassicuranti notizie sul fatto che non siano presenti navi battenti bandiera italiana nell’area del Golfo Persico – evidenzia Messina -, ma la nostra prima preoccupazione è chiaramente per il personale marittimo e quello a terra nelle località coinvolte dai potenziali attacchi”. Assarmatori resta in contatto con il Governo per il monitoraggio della situazione, anche se al momento l’associazione non ha avanzato richieste specifiche. Il rischio che molte rotte diventino antieconomiche appare scongiurato: “La migliore caratteristica del trasporto marittimo è quella di essere un’infrastruttura altamente flessibile, in grado di riorganizzare la propria catena logistica in breve tempo”. Lo si è visto con gli attacchi lanciati dagli Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb, tra Yemen e Djibouti, alle navi dirette verso il Canale di Suez. In quel caso “molte compagnie hanno optato per la circumnavigazione dell’Africa, attraverso il Capo di Buona Speranza, mantenendo pressoché inalterati i propri servizi”. Il presidente di Assarmatori ne è certo: “Si troverà il modo per continuare a garantire gli approvvigionamenti, magari attraverso rotte più ‘care’, ma senza che questo abbia un impatto rilevante sul consumatore finale”.

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